Basso: «Farò il test del dna»
La maglia rosa pronta ad accettare il contestato esame che Uci e Pro Tour vogliono introdurre. E intanto il suo sito si veste con i nuovi colori
Ivan Basso dà il proprio assenso a fare il test del Dna, per fugare una volta di più i dubbi su se stesso e per respingere le critiche dell’Unione ciclistica internazionale e di alcuni gruppi sportivi del Pro Tour, che ne hanno osteggiato l’ingaggio da parte della Discovery Channel.
Il test è una delle ipotesi al vaglio di Uci e Pro Tour per inasprire la lotta al doping, ma anche su esso ci sono parecchie nubi. Anzitutto non è ancora regolamentare e forse, una volta approvato, non sarebbe neppure reso obbligatorio ma solo utilizzato per i corridori sospettati (come nel caso di quelli coinvolti in Operacion Puerto). In seconda battuta potrebbe andare contro le norme comunitarie sul mercato del lavoro, che non consentono esami di questo tipo per assumere o mantenere in organico un dipendente. Infine il test non sarebbe utilizzato per un vero controllo antidoping, bensì solo nel caso venissero trovati campioni di sangue sospetti. Insomma un pastrocchio clamoroso, in puro stile Pro Tour.
Basso, che fino ad ora si era detto contrario a sottoporsi all’esame, ha ora accettato probabilmente su richiesta della stessa Discovery che ha inserito una clausola in tal senso nel contratto. D’altra parte la formazione di Bruyneel non vuole rischiare di veder il proprio capitano escluso dal Tour de France, i cui dirigenti rimangono i più rigidi su questi temi (salvo ritrovarsi con Landis, vincitore del 2006, ripieno di sostanze illecite nella tappa decisiva).
Intanto Ivan ha già effettuato il restyling del proprio sito internet (nell’immagine, la home page): le pagine sono in via di aggiornamento, ma ora il colore dominante è il biancoazzurro della Discovery che ha preso il posto del rosa inserito dopo il Giro e contornato della grafica della Csc. Anche il web ha svoltato.
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