Bersani e Montezemolo scoprono a Busto il dialogo possibile
Il ministro delle attività produttive e il presidente di Confindustria ai primi Stati Generali di Confindustria Lombardia
“Ho sempre pensato che una dose giusta e razionale di federalismo differenziato, come si sta discutendo in Lombardia, sia una buona cosa”: Pierluigi Bersani, dalla sala Caproni di MalpensaFiere scelta per ospitare i primi Stati Generali della storia di Confindustria Lombardia, comincia dal federalismo a gettare un ponte non solo ai presenti Formigoni e Maroni, che la questione federalismo l’hanno entrambi recentemente rilanciata, ma anche all’assise degli industriali lombardi.
“Poi, però – ammonisce – bisogna vedere quale federalismo abbiamo in testa: dev’essere una cosa discreta, oltre ad un certo segno non possiamo andare” un messaggio espressamente rivolto all’ex ministro Maroni, “che vedo qua davanti a me”.
Il ministro delle attività produttive ha parlato davanti ad una platea di industriali che rappresenta un quinto del pil italiano e più di un quarto dell’export nazionale: mostrandosi “malpensista” come ha detto lui stesso, e pronto ad affrontare, insieme a quelli di Malpensa, anche gli altri problemi provenienti dalla parte più produttiva d’Italia. Che ha fama però di essere la più scontenta e arrabbiata delle parti sociali, quella più dura da accontentare perchè quella che ha accumulato più crediti insoddisfatti nei confronti dello Stato.
Ma, secondo Bersani, “questo famoso nord che è passato come il posto delle acrimonie e del conflitto, secondo me è invece il luogo del dialogo. Ed è proprio così che si risolve la questione settentrionale, con il dialogo”.
Un dialogo che prosegue senza incertezze anche nelle parole del presidente di Confindustria Montezemolo, che innanzitutto premette come “con Bersani è difficile trovare veri argomenti di disaccordo, per il buon senso che usa per le argomentazioni”. Purtroppo però, prosegue Montezemolo, “Il governo non è un “monocolore Bersani” e mi immagino che Pecoraro Scanio la pensi diversamente”
.
A Pecoraro Scanio, a dire il vero, sembra siano tutti intenzionati a pensare domani: l’atmosfera a malpensaFiere tra governo e industriali è infatti rilassata, tanto che la finanziaria da qui sembra quasi un problema già passato. Del resto, la parola d’ordine di Montezemolo da questo palco è stata “sostituire la cultura del fare ai poteri di veto”: perchè qui c’è da ragionare sul domani, dopo la stretta di cinghia della manovra 2006.
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