Chiapparo: «Mancano i punti, ma la strada è quella giusta»

A colloquio con l'amministratore delegato della Pallacanestro Varese. "Keys qui perché molto motivato. Howell decida se diventare un pivot coi fiocchi"

Parla volentieri, Gianni Chiapparo (nelle foto con Magnano, De Pol e Galanda), nei locali del palasport di Masnago: fuori Ruben Magnano lavora con la consueta intensità con la squadra, alla quale ha appena ricordato che contro Siena si è compiuta una bella impresa ma che da ora in poi servirà la "testa" per potersi ripetere. Il consigliere delegato biancorosso si divide tra panchina, direzione e spogliatoi prima di fare il punto su questo inizio di stagione.

Il "ciclo di ferro" della Whirlpool, che comprendeva quattro sfide difficili nelle prime cinque giornate è terminato. Qual è il suo bilancio?
«Quello che più conta sono i risultati: sotto questo profilo siamo a due vittorie e tre sconfitte e quindi non posso considerarlo buono. Però sul lato del lavoro e su quello della costruzione del gruppo non mancano gli aspetti positivi: uno degli obiettivi di questa parte di stagione è quello di dare un’identità e un’intelaiatura precisa alla Whirlpool e mi pare che si stia andando nella direzione giusta. A quanto pare le caratteristiche dei giocatori che abbiamo preso sono quelle che ci aspettavamo: ragazzi che forse non sono fenomeni ma che hanno carattere, sanno giocare a basket e sanno integrarsi gli uni con gli altri».

Sono passati alcuni anni dall’ultima volta che lei ha ricoperto un ruolo di primissimo piano in Pallacanestro Varese. Come le è sembrato il "richiamo alle armi"?
«Innanzitutto molto naturale e di questo sono un po’ stupito anche io. Il merito di ciò va sicuramente a Gianfranco Castiglioni e ai suoi figli, Claudio e Davide che mi hanno riaccolto dandomi sempre più fiducia. Rispetto a qualche anno fa questo ruolo è un po’ più complicato a causa dei regolamenti attuali: le società sono costrette a una minor programmazione e a sostenere spese sempre più alte. Ciò vale per tutto il movimento del basket e credo sia un vortice che deve necessariamente essere invertito. Fip e Lega devono rivedere questi regolamenti per ricostruire la pallacanestro italiana e per ridare quell’identità a giocatori, tifosi e sponsor che ormai si è persa».

Lei quest’estate ha portato a Varese un giocatore, Billy Keys, su cui alcuni hanno dubitato e che invece ha dimostrato ottime cose in campo. Come siete arrivati a lui?
«Il suo arrivo è maturato perché stavamo cercando un giocatore con caratteristiche precise, ovvero la capacità di dare vita al gioco di squadra in prima battuta, la possibilità di prendersi la leadership nei momenti decisivi e l’intelligenza per entrare in sintonia con l’allenatore. Io credo che sul mercato ci fossero play più forti che però si sono dimostrati meno motivati di Billy. Giocatori cioè che hanno preferito tentare un’improbabile carta Nba attraverso i veteran camp e che oggi si ripropongono in Europa. Keys invece ha detto sì subito, ha creduto nella nostra squadra, non ha voluto inseguire glorie effimere. E ora è qui affiancato da un altro signor giocatore».

Anche Capin infatti è stata una scelta che si sta rivelando vincente con il passare delle partite.
«Appunto: Aleksandar va considerato un secondo play, non un play di riserva. In precampionato talvolta ha faticato a capire il proprio ruolo; ora invece è davvero integrato con Keys. Billy gioca in modo meno appariscente, Capin è l’uomo che può dare quella scossa in più. Non è un cambio, è un’addizione».

Le due note meno liete fino ad ora, per motivi differenti, sono stati i rendimenti di Hafnar e Howell: un suo commento.
«Hafnar (foto a lato di Marco Guariglia) si sta reinventando un ruolo, ha attraversato un momento di tensione e deve solo ritrovare un po’ di tranquillità. Anche perché Gregor non ama cercare alibi, ma ha avuto acciacchi alla mano destra, quella con cui tira, che non gli hanno permesso di giocare al meglio. Per quanto riguarda Rolando invece, lui deve decidere se vuole diventare davvero un giocatore con i fiocchi: ho appena rivisto una videocassetta di Benetton-Cagiva del ’95. Vinse Treviso, ma Giovanni Savio e Conti lottarono a lungo sui livelli del miglior Rusconi. Voglio dire che Howell, pur senza i chili e i centimetri dei "pivottoni", può affinare altre caratteristiche per giocare ad alto livello. Lui in allenamento lavora duro, non si lamenta mai: ora è giunto il momento di predisporre anche la mente. Dev’essere più cattivo, più "affamato"»

Lei ha lavorato a stretto contatto con il mondo Nba. Dopo l’ennesima sconfitta subita dagli Usa agli ultimi Mondiali, l’Oceano si è davvero ristretto?
«L’Europa non è vicina per un motivo molto semplice. Sono due mondi completamente diversi: per gli americani la realtà del basket Fiba è lontana. I Mondiali sono un atto dovuto, o il motivo per fare una specie di gita; d’altra parte gli Usa guardano al mondo solo dove hanno interessi e ciò emerge anche dai telegiornali o dai media. Poi è vero che il gap tecnico è diminuto, perchè in Europa molti giovani hanno fondamentali migliori dei coetanei americani: questo perchè in Nba si chiedeva troppo "uno contro uno" ai giocatori e nei colleges si preparava quello. Ora le franchigie hanno preso gli europei e i sudamericani già pronti, non solo le belle speranze, e ciò ha fatto crescere ancor di più il livello di gioco degli stranieri e delle loro squadre. Però se gli Usa presentassero la formazione migliore, come a Barecellona ’92, vincerebbero ancora».

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 02 Novembre 2006
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.