Consiglio regionale: via libera all’iter per il nuovo Statuto

Votata a larga maggioranza la costituzione della Commissione Speciale per la revisione dello Statuto

La decisione è stata presa oggi dal Consiglio regionale della Lombardia che ha approvato a larghissima maggioranza (unico contrario il consigliere Stefano Zamponi dell’Italia dei Valori) un ordine del giorno col quale si “esprime la propria concorde volontà politica di giungere all’approvazione del nuovo Statuto della regione Lombardia”.

In particolare l’ordine del giorno  chiede al Presidente e all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea regionale, constatato che la Commissione Statuto non ha potuto iniziare i suoi lavori “anche per motivi tecnici” e preso atto degli indirizzi “espressi dall’odierno dibattito su Statuto, legge elettorale e regolamento” di “attuare le procedure finalizzate all’istituzione di una Commissione speciale”.

Soddisfatto  il presidente del consiglio Albertoni: «Andiamo verso uno Statuto federalista per la Lombardia. Sarà adesso importante dotarsi di una legge elettorale che garantisca la rappresentanza di tutte le Province lombarde». 

Per Gianmarco Quadrini (Udc) «è imperativo assoluto ricostituire la Commissione Statuto e farla funzionare perchè il contesto costituzionale è notevolmente mutato dal 1970 ad oggi e sono cambiati gli assetti politici, l’economia, la società. Si dovrà consentire più autonomia alle comunità locali e fare esplicito riferimento alle radici cristiane del popolo lombardo e si dovrà garantire la presenza di almeno un rappresentante per ogni provincia lombarda». Anche il verde Marcello Saponaro si augura una rapida costituzione della Commissione Statuto per la presidenza della quale auspica la guida di un esponente dell’opposizione: «Noi – ha aggiunto – crediamo nel federalismo e desideriamo un sistema fiscale federale che dia più responsabilità agli enti locali. Vorremmo trovare nello Statuto un maggiore equilibrio dei poteri tra esecutivo e Consiglio regionale. Nella nuova legge elettorale, pur mantenendo il premio di maggioranza, diciamo no al listino bloccato perchè tutti i consiglieri devono essere eletti dai cittadini». 

Secondo Silvia Ferretto Clementi del Gruppo Misto è «importante  e fondamentale che questa legislatura riesca ad intervenire sullo Statuto, atto che regola i rapporti tra governanti e governati e che individua quali sono i valori e i principi cui si deve basare l’azione della nostra Regione. Io credo – ha aggiunto – che sarebbe importante, come del resto ha già evidenziato recentemente quest’Aula, inserire nel nuovo Statuto un richiamo alle radici cristiane. Quanto al ruolo del Consiglio,  i consiglieri per l’efficacia del loro mandato dovrebbero contare su un ufficio legislativo potenziato e fare affidamento su maggiori strumenti per informare i cittadini del loro lavoro. Anche la legge elettorale regionale deve essere aggiornata. Per quanto mi riguarda dico no al listino bloccato». 

Stefano Zamponi dell’Italia dei Valori, ha evidenziato che per la stesura del nuovo Statuto «si dovranno fare tutti gli sforzi possibili per cercare di raggiungere il consenso più ampio possibile. Su argomenti come questo – ha detto Zamponi – è importante dunque condividere i principi fondanti della carta costituzionale regionale. Dunque bisogna analizzare le situazioni, confrontarle e vedere cosa ci unisce. Io credo che nel nuovo Statuto bisognerà tenere conto che dopo quindici anni è finita una fase che ha visto fino adesso la politica incarnata dai soli leader. E’ arrivato il momento di dare più considerazione ai partiti e ai movimenti politici. Sono loro che raccolgono i consensi».  

Per Riccardo Sarfatti (L’Unione), con il dibattito di oggi è cominciata una fase positiva della politica lombarda: «Ora è tempo di istituire la Commissione Statuto e di avviarne al più presto i lavori. Tre le parti su cui dovrà fondarsi il nuovo statuto: la prima sarà dedicata all’affermazione dei principi di democrazia, libertà e uguaglianza; la seconda destinata all’articolazione dei poteri istituzionali, con un corretto riconoscimento del ruolo del Consiglio e della Giunta, della maggioranza e dell’opposizione. L’ultima parte – ha concluso Sarfatti – dovrà concentrarsi sulla legge elettorale e sulla necessità di rivedere l’elezione diretta del Presidente della Giunta».  

Marco Cipriano, vicepresidente del Consiglio Regionale (DS), ha posto l’accento sulla necessità che il nuovo Statuto della Regione Lombardia venga realizzato nella più ampia partecipazione e condivisione di maggioranza e opposizione:.«Lo Statuto – ha detto Cipriano –  è patrimonio non solo nostro ma di tutti i cittadini lombardi. Nella nuova carta costituzionale lombarda dovrà essere riconosciuto il maggiore e più importante  ruolo del Consiglio regionale, organo legittimato dalla volontà popolare, rispetto alla Giunta, rappresentazione della sola maggioranza. Una differenza di non poco conto che giustificherebbe l’attribuzione di maggiori poteri all’organismo che ha la legittimazione più ampia, quella dei cittadini lombardi». 

«Uno Statuto che deve dare forza e qualità alla funzione legislativa, programmatoria, di indirizzo e di coordinamento della Regione». E’ questo ciò che ha in mente il consigliere della Margherita Giuseppe Adamoli, in un intervento applaudito da tutti i gruppi.

«I nuovi costituenti lombardi devono dare vita ad uno Statuto che pareggi l’ingegno e le capacità della società lombarda. Uno Statuto – ha sottolineato Adamoli – forte e suggestivo, che serva a dare vita ad una nuova filosofia di valorizzazione delle autonomie locali e sociali. Per questo occorre una Commissione bipartisan con un presidente che sappia dialogare col presidente del Consiglio, e col capo della maggioranza politica. Solo così si possono sciogliere i difficili nodi dell’elezione diretta o no del presidente e del conseguente presidenzialismo e mettere al centro il ruolo legislativo e programmatorio della Regione. Questa deve essere la legislatura delle riforme – ha concluso il consigliere della Margherita – per dare al popolo lombardo una visione politica nuova  che sappia scuotere le coscienze».

Per Franco Mirabelli (Ds) «c’è uno stretto e necessario rapporto tra il percorso avviato ieri sull’autonomia federale della Regione e quello per il suo Statuto. Da oggi misureremo la reale possibilità di dialogo tra maggioranza e opposizione”. Nel merito dei contenuti della nuova carta costituzionale regionale, Mirabelli ritiene che essa “debba evidenziare il ruolo dell’area metropolitana milanese e debba parlare alla Lombardia di oggi. Quindi – ha detto – lo Statuto non potrà ignorare i bisogni della società multietnica creatasi nella nostra regione ponendo l’attenzione su quali diritti e quali doveri spettano ai cittadini stranieri e quale debba essere la loro rappresentanza politica. Inoltre – ha concluso – lo Statuto, continuando a considerare il ruolo chiave della famiglia, dovrà riconoscere chi ha deciso di viverla in maniera diversa».  

Al termine del dibattito l’Assemblea ha approvato un ordine del giorno che avvia le procedure per l’istituzione della Commissione speciale per lo Statuto della regione Lombardia.

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Pubblicato il 14 Novembre 2006
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