«Lo Stato non lasci sole le guardie giurate»

Il presidente dell'Associazione centro Studi Sicurezza chiede l'intervento del Ministro degli Interni

 Riceviamo e pubblichiamo

«Siamo vicini alla sofferenza della famiglia della guardia giurata morta poche ore fa a seguito delle ferite inferte durante l’assalto al portavalori avvenuto lungo la statale 235 verso Lodi. La sofferenza della categoria aumenta se si pensa che in 10 anni le vittime (guardie giurate) morte in servizio sono ben 45, ad i feriti, oramai, sono all’ordine del giorno». Chi lo afferma è Alessandro Marmello, guardia giurata e Presidente del “Centro Studi Sicurezza”, associazione settoriale che da anni si batte per i diritti delle guardie giurate. 
 «Quello di Lodi è solo l’ultimo dei tanti scenari nei quali le guardie giurate sono coinvolte quotidianamente. E’ incredibile che dopo la battaglia fatta nella scorsa legislatura il Governo ed i vari politici, non vogliano aiutare questo importante anello nella catena del mondo della sicurezza. Chiediamo immediatamente l’intervento del Min. Amato per porre finalmente la parola fine a questa mattanza, per non permettere che vi siano altri morti innocenti, in nome di uno Stato che non ci tutela. Per commemorare il collega giovedì vi sarà una fiaccolata lungo le strade di Lodi, per non dimenticare ancora una volta questa categoria ed i suoi operatori che muoiono per difendere i beni altrui». 
Chi parla è Alessandro Marmello Presidente del Centro Studi Sicurezza, associazione settoriale che si occupa della tutela della categoria delle guardie giurate.

a cura del Centro Studi Sicurezza

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Pubblicato il 05 Novembre 2006
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