Mai più silenzio per le donne maltrattate
Anche a Varese i diesse si mobilitano per la giornata contro il maltrattamento delle donne
Anche a Varese, come in tutta Italia, sabato 25 novembre i DS si mobilitano nella giornata “Mai più silenzio per la donna maltrattata”: con banchetti sulla strada per sensibilizzare la gente a Varese, Busto, Gallarate Saronno, Carnago, Sesto Calende, Cassano Magnano, Gavirate, Caronno Pertusella.
E non saranno solo le donne per le donne, come spesso avviene in una sorta di ghetto – virtuoso si, ma pur sempre un ghetto, come se l’argomento della violenza sessuale riguardasse solo loro – ma banchetti fatti anche da uomini, tanti, che ne condividono le lotte.
E’ forse questa la novità più consolante nella versione varesina della giornata nazionale di mobilitazione su questo argomento. Molto meno, infatti lo sono i dati: «nella provincia di Varese le denunce per violenza sessuale sono pochissime, in un anno – spiega Laura Prati, consigliera provinciale ds, vicesindaco di cardano al Campo e coordinatrice ufficiale delle donne del partito – ma sono dati simili a Palermo, dove sappiamo esserci molte violenze non denunciate. Non è niente di buono, perciò, questo genere di risultati».
Il problema delle violenze, infatti è che nella maggior parte dei casi sono consumate in casa. Parenti e amici sono troppo spesso aguzzini di cui tacere i delitti: il dato nazionale, per esempio, dice che il 44% delle donne ha subito abusi e violenze, ma solo il 7% l’ha denunciato. Per questo, tra le iniziative messe in campo dai DS e di cui verrà data maggiore informazione nella giornata è la sollecitazione ai comuni perché aprano sportelli di ascolto, che possano dare alle donne una sensazione di potersi aprire in sicurezza, senza temere ritorsioni.
«Uno sportello che noi apriremo per il prossimo 8 marzo» spiega Marisa Mazzucchelli, assessore alle pari opportunità del Comune di Samarate, uno dei pochi in provincia (gli altri sono Cardano al Campo, Cavaria e Varese) ad avere un assessorato alle pari opportunità. «Abbiamo individuato il luogo, e mandato lettere ad esperti – come avvocati psicologi – perché portassero il loro contributo volontario. La risposta è stata generosa e straordinaria, e ora abbiamo già un nucleo di esperti sufficiente per iniziare».
Un’altra piccola, buona notizia per le donne varesine. In attesa e con la speranza che non cali più il silenzio sulla donna maltrattata, nemmeno qui, nella prosperosa provincia di Varese.
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