Gli auguri del sindaco ai nonni sprint
Più di 100 gli anziani varesini presenti oggi 20 dicembre a Palazzo Estense per gli auguri del primo cittadino Fontana. Tra i tanti Enzo Sogliani, un pezzo di storia del teatro
Erano più di 100 stamattina gli anziani presenti nel salone estense del palazzo comunale di Varese a ricevere gli auguri del sindaco Attilio Fontana e di alcuni assessori della sua giunta. Poche parole del sindaco sono bastate a scaldare il cuore dei presenti i quali hanno applaudito le sue parole:«Se siamo qui e godiamo di questa bella città lo dobbiamo a anche a voi». Questo il concetto espresso dal sindaco che si è intrattenuto per circa mezz’ora con i presenti scambiando daluti, auguri e regalando un panettone simbolico:«Vi regaliamo un semplice panettone – ha detto il sindaco – ma è solo una scusa per farsi gli auguri». Tanta e varia umanità era presente nel bel salone affrescato di Palazzo Estense. Gente che ha lavorato una vita e ora si gode la pensione trovando il tempo di aiutare, a vario titolo, la società tramite l’associazionismo.
Tra i tanti presenti bisogna citare Enzo Sogliani, 74 anni, una vita da girovago per i palchi dei teatri di tutt’Italia come direttore di scena a partire da Milano, passando da Roma e anche Varese:«Devo andare, ho fretta – dice frettolosamente quando cerchiamo di avvicinarlo – c’è Luca Barbareschi che mi aspetta all’Apollonio per le prove». Già, perchè oggi Enzo si è fermato a Varese dove la sua famiglia vive da 34 anni, solo da 4 con lui in pianta stabile. Ora è consulente del teatro di Varese e pare che non si possa fare a meno di lui. Certo, non è un varesino doc perchè è nato a Raggio Emilia ma a Varese lo conoscono in molti quasi quanto nel mondo del teatro. Ha lavorato con Mario Scaccia, Monica Vitti, Walter Chiari ed Ernesto Calindri. «Ho passato 36 anni della mia vita a montare e smontare scenografie su decine di palchi – ci racconta sorridendo – questa è stata la mia vita. In sè niente di speciale mentre davvero speciali e grandi erano gli attori del teatro con i queli ho lavorato. Altro che il teatro di oggi».
Nella sua lunga carriera che lo ha visto iniziare come attrezzista fino a diventare direttore di scena Enzo ne ha viste tante e ha visto il teatro trasformarsi fino alla crisi di oggi «dove – dice – molti attori bravi si perdono per strada troppo presto finendo a fare le cose che fanno tutti per soldi e non per amore del palco». Detto questo se ne va, implorandoci di lasciarlo andare, perchè ha molto da fare e noi gli stiamo evidentemente facendo perdere tempo.
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