Aperta la campagna “Libera la vita” per combattere il racket della prostituzione
Adelina, la ragazza albanese che fece arrestare i suoi aguzzini, è uno dei testimonial principali
È partita ufficialmente la campagna “Libera la vita” contro il racket della prostituzione. Tra i promotori e i testimonial c’è anche Adelina, una ragazza albanese che, grazie al suo coraggio, ha permesso alle forze dell’ordine di sgominare l’associazione, composta da 40 malviventi, che la sfruttava e schiavizzava (insieme a molte altre), costringendola a prostituirsi. Al lancio ufficiale di questa pubblicità hanno partecipato le autorità della polizia, associazioni, molti Comuni italiani e anche la Chiesa cristiana avventista. Al capitano dei carabinieri Mario Tusa il ruolo di testimonial d’onore, per il suo grande impegno storico nella lotta al racket della
schiavitù dello sfruttamento della prostituzione. «Sono felice di questo spot – ha detto Adelina – perché aiuterà tante donne e mettere la criminalità organizzata in ginocchio. Ringrazio per l’aiuto e lasensibilità dimostratami i carabinieri di Tricarico e la polizia di Varese. In particolar modo il capitano Mario Tusa e l’ispettore Luigi Manco, della questura di Varese, che considero due eroi dei nostri tempi».
(foto: Adelina con l’ispettore Luigi Manco dopo la presentazione del libro autobiografico)
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