«Continuate a essere curiosi», Fausto Walter Turco e padre Natale Brescianini incontrano i diplomati di ITS INCOM
Tecnologia, relazioni umane, ricerca di senso: a MalpensaFiere un incontro per riflettere sulla “fatica buona”
L’esperienza nel campo della tecnologia di Fausto Walter Turco, ceo di Si-Net, e la saggezza spirituale di padre Natale Brescianini, monaco benedettino e life coach, si sono incontrate sul palco di MalpensaFiere a Busto Arsizio per riflettere sul ruolo della persona e dell’impresa nel mondo dell’intelligenza artificiale.
Un momento di confronto che ha animato l’evento organizzato da ITS INCOM mercoledì 22 ottobre in occasione della cerimonia della consegna dei diplomi ai suoi studenti che hanno completato il proprio percorso di formazione.
La fatica che fa bene
Esiste un tipo di fatica buona: quel tipo di fatica che stanca ma riempie di soddisfazione. Come mai, però, si prova solo quando si pratica un hobby o uno sport che ci appassiona e quasi mai la si sperimenta sul lavoro? Secondo padre Brescianini e Fausto Walter Turco, il segreto sta nella capacità di trovare un senso in ciò che si fa.
«Una fatica senza un perché – ha sottolineato padre Brescianini – diventa sofferenza. Ogni organizzazione deve aver chiaro quale sia il suo perché, la sua anima. Più c’è anima in un’organizzazione, più si scopre il senso profondo che rende la fatica positiva».

«Non fermatevi – ha ricordato Turco ai giovani di ITS INCOM – ai compiti del vostro ruolo. Continuate a essere curiosi e impegnatevi a trovare il senso in quello che fate. Quando vi troverete a imparare un nuovo lavoro, non chiedetevi solo “come” si fa, ma anche “perché” si fa in quel modo».
Capitale umano e capitale relazionale
Anche in un mondo saturo di tecnologia, il valore delle relazioni tra le persone resta fondamentale. Ne sono convinti anche padre Brescianini e Fausto Walter Turco.
«La tecnologia – spiega padre Brescianini – ha sempre accompagnato l’essere umano e con l’evoluzione degli strumenti cambia anche il nostro modo di intendere noi stessi. Le nuove tecnologie possono aiutarci a liberare del tempo, e dobbiamo riuscire a utilizzarlo per coltivare relazioni di qualità».
«In azienda – afferma Turco – ci sono due ambiti dove investire: il capitale umano, che è l’insieme delle competenze e delle esperienze delle persone; e il capitale relazionale, quello che bisogna riuscire a creare con la propria cultura d’azienda e farlo conoscere all’esterno».

Come costruire un rapporto buono tra intelligenza umana e artificiale
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di intendere il lavoro, ma obbliga anche a chiedersi cosa ci renda veramente umani. Può esistere un rapporto positivo tra l’intelligenza umana e quella artificiale?
«Deve esistere – sottolinea padre Brescianini -. L’intelligenza artificiale è molto più brava di noi sotto alcuni aspetti e non dobbiamo cercare di competere contro di lei in questi campi, al contrario, dobbiamo collaborare. Non riusciremo mai a superare un cavallo al galoppo correndo, ma possiamo imparare a cavalcarlo».
«Dipende da noi – aggiunge Turco – e da come vogliamo utilizzare questo strumento. Come è stato per Internet, ci saranno degli usi positivi e degli abusi, ma il settore dovrà comunque essere regolato. Al momento tutto si sta muovendo molto velocemente. Con la corsa allo sviluppo di nuovi modelli di IA, si rischia di dimenticare i modelli delle persone».
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