Dall’arresto a 1,5 miliardi: la storia di Luca Spada e di Eolo
Chapeau un podcast lanciato da giovani ragazzi 3 anni fa racconta una storia che conosciamo bene. Un ragazzo di Malgesso che a 16 anni smontava videogiochi giapponesi, finito agli arresti domiciliari per aver "rubato onde radio", ha costruito uno degli operatori internet più grandi d'Europa
Immaginate di presentarvi a una banca a chiedere un prestito per costruire una rete wireless che porta internet nei paesi sperduti d’Italia. Anni Duemila, l’ADSL arriva appena nelle grandi città. La risposta, racconta Luca Spada, era invariabilmente la stessa: un gran sorriso e un arrivederci. Eppure da quel sogno visionario — e da quei dinieghi — è nata Eolo, l’azienda che nel 2021 è stata valutata 1,5 miliardi di euro, primo unicorno italiano nel settore delle telecomunicazioni. La storia la racconta Chapeau, il podcast dedicato agli imprenditori italiani più importanti, nel loro episodio più visto degli ultimi mesi.
IL VIDEO INTEGRALE
Il nerd di Malgesso
Spada nasce in un paese così piccolo che per comprare le riviste di elettronica doveva prendere la bicicletta e pedalare tre chilometri fino al comune vicino. A dieci anni programma in Assembler, C++ e Basic sul Commodore 64. A sedici, con la sua prima azienda — DBine — importa videogiochi dal Giappone, li disassembla, estrae le stringhe di testo, le fa tradurre e riassembla i giochi per rivenderli. È già un piccolo business, autofinanziato, condotto da un adolescente che marina la scuola quando non c’è niente di utile da imparare.
«Il 90% delle persone con cui ne parlavo mi dava del pazzo. Ero convinto in maniera viscerale che avrebbe rivoluzionato il mondo.»
Il punto di svolta arriva nell’estate del 1994, quando un amico ricercatore lo invita in California. Di mattina va all’università, nel pomeriggio surfa sul Pacifico. In mezzo, scopre internet. Torna a settembre con le idee chiarissime: molla il Politecnico di Milano — dove si era iscritto ma frequentava poco — e trasforma la sua BBS, una banca dati amatoriale, nel primo internet service provider della provincia di Varese. Abbonamenti da centomila lire l’anno. Il rame del telefono che buca il muro di casa del padre. Qualche migliaio di utenti entusiasti.
La cronologia di un’ascesa
Le onde radio rubate (che non lo erano)
L’episodio più surreale — e più rivelatore del carattere di Spada — è la vicenda degli arresti domiciliari. Nel 2018, un concorrente lo accusa di aver “rubato le onde radio” che trasmetteva, nonché di aver “perturbato lo spettro elettromagnetico”. Un giudice ci crede e firma il provvedimento. La Guardia di Finanza si presenta al mattino, l’ufficio viene blindato. Una settimana di domiciliari, poi l’interrogatorio di garanzia: bastano pochi minuti ai magistrati per capire che le accuse sono prive di fondamento fisico e giuridico. Il caso viene archiviato per insussistenza del reato. Sui giornali, però, la notizia dell’arresto era andata in prima pagina. Quella dell’archiviazione, in un trafiletto.
«Quando archiviano la cosa non c’è stato niente: filetto in basso a destra, millimetrico.»

Il vantaggio delle frequenze millimetriche
La mossa strategicamente più geniale di Spada non è stata costruire la rete, ma procurarsi le frequenze millimetriche — quelle intorno ai 26–28 GHz, le stesse oggi usate dal 5G — quando nessuno le voleva. Era il 2016 e Spada andò al Ministero a chiederle. Le ottenne a poche decine di migliaia di euro. Quando nel 2018 le stesse frequenze vennero messe all’asta per il 5G, gli operatori mobili le pagarono miliardi. Su quelle frequenze Eolo sviluppò l’EVG, tecnologia proprietaria per trasmettere 100 Mbps su onde radio: la prima al mondo, nel 2018.
Tre consigli per chi vuole fare impresa
Chapeau chiude ogni episodio con i consigli pratici dell’ospite. Spada ne dà tre, asciutti e concreti.
Il primo riguarda le persone: un collaboratore motivato, con autonomia reale, vale dieci volte uno non motivato. Chi tiene le persone di qualità sotto controllo, le perde. Il secondo è la focalizzazione: se hai un’idea in cui credi, fai all-in. Non aprire progetti in parallelo, o non ne porti a casa nessuno. Il terzo è lo stile di vita: alimentazione, sport, sonno. Spada correva ogni giorno all’ora di pranzo — la sua assistente sapeva che quell’ora era intoccabile, presidenza della Repubblica permettendo. Da quella corsa, dice, venivano le soluzioni ai problemi più complicati.
A cinquantaquattro anni, trentotto dei quali trascorsi a fare l’imprenditore, Spada pesa diciotto chili meno rispetto ai suoi anni da nerd nottambulo, mangia bene, fa sport ogni giorno e dice di avere più energia di quando ne aveva trenta. Ha investito in biciclette gravel, in una motocicletta volante da 130.000 euro e in qualche barca, unico vero sfizio. I soldi, racconta, non li ha mai cercati: ha cercato di fare bene le cose, e i soldi sono arrivati.
Conversazioni con gli imprenditori e i CEO più importanti d’Italia. 119K iscritti · 1.236 video · 31,6 milioni di visualizzazioni. L’episodio integrale con Luca Spada è disponibile su YouTube e tutte le principali piattaforme podcast.
L’articolo e l’infografica sono generate con AI: notebook lm, ChatGPT e Claude. Le foto sono prese dal video del podcast
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