Consiglio comunale, Porfidio ritira tutti i suoi punti

L'ira del consigliere de La Voce della Città esplode sulla questione delle aiuole affidate a privati per la manutenzione, che in alcuni casi non verrebbe effettuata

Fra gli eventi del consiglio comunale di mercoledì sera ha fatto epoca il ritiro dei punti all’ordine del giorno presentati da Audio Porfidio (foto), il consigliere de La Voce della Città. Considerando che questi ammontavano a non meno di 46 su un totale di 81, la portata del gesto è evidente. Considerato da cinque anni l’intasatore per eccellenza del consiglio comunale, Porfidio aveva inizialmente annunciato in ufficio di presidenza la sua intenzione di rinviare all’esame in commissione gran parte delle proprie interrogazioni, confermando in aula il proposito. «La mia non è una resa, ma un gesto di alta responsabilità e di sfida: non vorrei ritrovarmi a dover ripresentare le medesime interrogazioni. Del resto, qui, tolte le mie interrogazioni e risoluzioni, cosa resterebbe? Potremmo anche andare a a casa» affermava il consigliere. Nel suo intervento d’apertura, atto che apre in modo quasi liturgico il rito del consiglio comunale, si prendevano di mira gli assessori Lista e Zingale, a detta del consigliere "rei", fra l’altro, di essersi fatti stampare i biglietti d’auguri a spese del Comune. «Se questo è l’andazzo, voglio prenotare 32.890 biglietti d’auguri per Pasqua a mio nome, uno per ogni famiglia bustese» ironizzava Porfidio.

Restavano da affrontare alcune (poche) interrogazioni recenti non rinviate. la prima, relativa alla recinzione a lato di via Marco Polo, filava via liscia, con l’assessore Girola pronto ad annunciare interventi solleciti e ricordare i lavori di miglioria già in corso nella vicina via Monti. Non così la seconda, relative alle aiuole di piazzale Tripoli e via Volta date in affido ai privati, con la possibilità di piantarvi un cartello pubblicitario in cambio del pagamento della manutenzione. Porfidio voleva sapere se le cifre spese dal Comune per creare le aiuole (circa 15.000 euro in entrambi i casi) erano state in qualche modo recuperate, tanto più che, denunciava, non vi sarebbe di fatto alcuna manutenzione da parte dei privati. Al contrario il consigliere aveva speso considerevoli cifre (sui 12.000 euro) per costruire e manutenere un giardinetto in zona cimitero: da qui la sua crescente irritazione. L’assessore all’ambiente Armiraglio gli rispondeva che erano state fatte scelte diverse in tempi diversi da Giunte diverse: affidare aiuole già realizzate, oppure affidarne anche la creazione. Porfidio, per nulla soddisfatto, si impuntava: «Sono rientrati questi soldi sì o no? Voglio la risposta, voglio sapere se abbiamo recuperato quei soldi da chi si è fatto pubblicità. O ritiro tutto e me ne vado». E, detto fatto, se ne andava annunciando il ritiro di tutti i suoi punti all’ordine del giorno, salvo poi concedersi una rentrée finale al grido di «Vergognatevi».

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Pubblicato il 11 Gennaio 2007
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