Lega: «Difendiamo l’area Pradà»
Secondo il Carroccio, «il piano prevede la realizzazione di una strada ad alta viabilità che attraverserebbe l’intera zona verde»
Riceviamo e pubblichiamo
Lega Nord che ha Cantello è storicamente schierata a difesa dell’area agricola e boschiva denominata Pardà, difende con forza e risolutezza la petizione popolare che ha come obiettivo il blocco del piano edilizio approvato dal Comune e la revisione del progetto viabilistico collegato.
Il Capogruppo dei consiglieri di minoranza della Lega Nord, Giansandro Pizzi, ricorda che quando in maggioranza c’era la Lega (anni 1995-1999) ed egli stesso era sindaco, la Giunta si era presa l’impegno, gravoso e responsabile, di adottare una variante al Piano Regolatore Generale che, con coraggio e determinazione, bloccava tutte le previsioni di cementificazione selvaggia ancora bloccabili; in primo luogo l’area della Pardà, che fa parte del patrimonio ambientale e delle tradizioni contadine della nostra gente.
Andrea Canazza Segretario di Circoscrizione Territoriale del Carroccio e Capo Gruppo in Comunità Montana Valceresio spiega che la decisione dell’attuale maggioranza è in antitesi con la posizione della Lega Nord. Infatti, in data 26 ottobre 2006 il Consiglio Comunale di Cantello adotta un piano esecutivo in variante al PRG che prevede nella vasta zona di pregio ambientale chiamata Pardà l’edificazione di oltre 4.000 mc di abitazioni, almeno due delle quali, per dimensioni e tipologie costruttive, dalle fattezze poco consone al contesto in cui andrebbero a collocarsi (zona verde con villette per lo più unifamiliari). Il piano prevede la realizzazione di una strada ad alta viabilità (larghezza 7 metri, più due marciapiedi di 1,5 metri ciascuno) che attraverserebbe l’intera zona adesso verde per andare a collegare un ulteriore (e più esteso) insediamento abitativo già previsto nel PRG e poi proseguire sin quasi la Folla di Malnate, con la conseguenza che l’insieme dei due abitati e della strada altererebbero in maniera irreversibile un ecosistema tanto pregiato quanto delicato (anche per la presenza di falde acquifere testimoniate da due storici fontanili presenti sull’area) da sempre considerato, nella memoria di Cantello e della Valceresio, come una delle zone verdi più belle della valle.
Inoltre il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) approvato a metà del 2006 dall’Ente Provincia di Varese, prevede sull’area Pardà la destinazione di zona agricola, riconoscendone il valore.
Il 17 febbraio p.v. scadrà il termine per presentare al Consiglio Comunale le osservazioni al piano esecutivo e successivamente a quella data il Consiglio Comunale di Cantello sarà chiamato a pronunciarsi definitivamente sul piano.
Chi conosce la realtà di Cantello può constatare come la petizione a difesa dell’area verde stia coinvolgendo in maniera assolutamente trasversale tutti i cittadini, non solo i residenti della zona, i quali chiedono a tutte le forze politiche un fondamentale sostegno all’iniziativa di salvare da un ingiustificato scempio ambientale finalizzato solo ad una bassa speculazione edilizia, l’area verde più antica di Cantello, la più radicata nella memoria e nelle tradizioni della gente del luogo, una delle più belle della Valceresio.
E’ facile e comodo, oggi, adottare strumenti urbanistici e quindi concedere permessi di costruire in aree di rilevante valore paesaggistico: per il costruttore è un affare remunerativo e per l’amministrazione comunale sono oneri di urbanizzazione immediati, che consentono di fare bella figura, realizzando nuove strade e parcheggi: è un tipico ragionamento "all’italiana". Noi non siamo d’accordo, pensiamo che la terra dei nostri Padri vada difesa, valorizzando i centri storici e cercando di trasmettere alle future generazioni quanto è ancora salvabile di Cantello, della Valceresio e dell’Insubria.
Lga Nord
Andrea Canazza
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