Niente affido diretto al Varese: tempi lunghi per lo stadio
Il parere dell'avvocato Stajano è chiaro: serve un nuovo bando di gara per il Franco Ossola ma ci vorranno almeno cinque mesi. Fontana: "Cercheremo una soluzione"
La sala di Palazzo Estense è quella dedicata ai matrimoni, ma l’unione tra il Comune e il Varese 1910 per realizzare il nuovo stadio è ancora ben lontana dall’essere celebrata.
La società biancorossa infatti non potrà ricevere con un affidamento diretto l’area del "Franco Ossola" come aveva richiesto per bocca di patron Riccardo Sogliano. Il responso definitivo in tal senso arriva dall’avvocato Ernesto Stajano, il giurista scelto come arbitro super partes per dirimere alcune questioni legali in merito alla prassi da seguire. «Il professor Stajano ci ha rilasciato un parere molto articolato (è un documento di una trentina di pagine ndr) secondo cui "quanto si è chiesto non è realizzabile con l’affidamento diretto, ma è necessaria una gara pubblica"». Le parole che suonano come una sentenza arrivano direttamente dal sindaco Attilio Fontana, il quale si affretta a precisare che «questo non vuol dire che rinunceremo a trovare un’altra soluzione. Anzi da domani lavoreremo per preparare un bando che sia il più adatto possibile grazie all’impegno dell’ufficio tecnico e ai nostri consulenti tra i quali penso e mi auguro ci sarà ancora Stajano».
E così la questione stadio torna in alto mare, soprattutto per quanto riguarda i tempi. «Per pubblicare un nuovo bando di gara occorreranno tra i cinque e i sei mesi – ha detto Fontana – perché vogliamo calibrare a dovere i requisiti, visto che quello di project financing dell’anno scorso era poco calibrato e rischiava di mettere di fronte offerte non confrontabili tra loro. Sui tempi però non voglio insistere troppo: preferisco lavorare più a lungo e fare bene le cose piuttosto che precipitarmi e scoprire poi qualche errore».
Sullo stesso argomento è intervenuto il vicesindaco Giampaolo Ermolli, con una precisazione: «L’amministrazione dovrà indicare gli indirizzi precisi per regolare tutta la zona attorno a Masnago, perché il nuovo stadio si inserisce in un contesto urbano molto complesso. Servirà un maggior approfondimento urbanistico per studiare la sostenibilità, l’accessibilità e i servizi complementari».
La strada per lo stadio comunque si allunga, anche se Sogliano a questo punto non appare troppo preoccupato (clicca per leggere l’intervista). Il Varese ed eventuali altri competitori (che però in caso di vittoria dovranno accordarsi con la società di calcio per dare il via ai lavori) attenderanno il prossimo bando. Una gara che potrebbe di nuovo avere le caratteristiche della finanza di progetto oppure essere del tutto diversa.
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