Pulizie in caserma per 150 euro al mese
Presidio delle lavoratrici del servizio pulizia davanti alla Ugo Mara: da dicembre l'azienda ha ridotto il servizio del 48 per cento
Il primo “regalo” era arrivato prima della Pasqua 2006, poi c’è stato quello del Natale passato: le lavoratrici del serizio pulizie della Caserma Ugo Mara, però, non hanno apprezzato né l’uno né l’altro. Sia a maggio che a dicembre 2006 infatti, la società per cui lavorano, la Epor Lux che ha in appalto il servizio pulizie della struttura di Solbiate Olona, ha annunciato ai trenta dipendenti un taglio di ore lavorative e quindi di stipendio. «Siamo impiegate da otto anni – ci spiegano le lavoratrici in presidio davanti alla caserma -: all’inizio lavoravamo tutta la settimana per cinque ore al giorno. Il 27 dicembre ci hanno annunciato i tagli: tre giorni di lavoro per due ore e mezza al giorno». Tradotto in stipendio, significa passare da 650 euro a 150 euro mensili, ancora da tassare. «Insomma – ci dicono sempre con il sorriso sulle labbra – ci paghiamo la benzina per venire la lavoro. E il resto?».
Da oggi quindi, venerdì 12 gennaio, le trenta dipendenti hanno annunciato lo sciopero ad oltranza e questa mattina hanno organizzato un presidio davanti alla caserma. Con loro i sindacalisti di Filcams Cgil e Fisascat Cisl che stanno seguendo la trattativa. «Siamo sconcertati – ci spiega Pino Pizzo di Cgil – : questo
ennesimo taglio del servizio del 48 per cento annulla in pratica il rapporto di lavoro. È una disposizione del Ministero della Difesa inaccettabile e che ci lascia molto perplessi». Pizzo infatti spiega che il 10 novembre 2006 è stato sottoscritto un accordo con il Ministro della Difesa. In quell’occasione è stato formalizzato un impegno a confermare anche nel 2007 le risorse economiche assegnate a questo settore nell’anno scorso e addirittura ad aumentare del quaranta per cento gli importi economici per i contratti del settore pulizie nel 2007. «Il prossimo bando di gara è previsto per marzo – continua Pizzo – e per la Ugo Mara ci sarà un cambio di appalto. Questo taglio quindi per noi è ancora più inspiegabile. È vero però che se la situazione non cambia, la nuova società avrà meno costi da sostenere per le lavoratrici». A questa problema, si aggiunge anche il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore pulizie. «Ormai sono quasi venti mesi che aspettiamo – conclude Pizzo –, ma di rinnovi in vista non ce ne sono».
Intanto le trenta dipendenti continuano a sventolare le bandiere dei sindacati e a distribuire i volantini, soprattutto ai militari che escono dalla Ugo Mara. Sono tutte donne, fra i 30 e i 50 anni: quasi tutte hanno famiglia, ma fra loro ci sono anche due vedove e una donna divorziata con figli. «Guadagnamo poco più di dodici euro al giorno – raccontano – dire che non è una bella situazione è poco. Abbiamo i mutui da pagare, la scuola, i figli. Siamo ottimiste lo stesso per il futuro, ma non possiamo andare avanti così per molto». Fra loro, oggi unite al presidio, c’è però qualcuna che nei prossimi giorni vorrebbe entrare in caserma e interrompere lo sciopero. «Che senso ha questo comportamento? Se non siamo unite non possiamo ottenere niente». Ma il primo conforto arriva subito da Pizzo. «Non possiamo impedirlo, ma voi che siete più agguerrite cercate di sensibilizzre le vostre colleghe. Da parte nostra, cerchiamo di fare pressione sulla caserma sperando che tutto questo si rifletta a livello nazionale e si arrivi a una soluzione».
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