Devastato il cimitero di Voldomino: almeno 60 le tombe danneggiate
Nella notte tra venerdì e sabato, alcuni sconosciuti sono entrati nel cimitero distruggendo le lapidi. I carabinieri non hanno ritrovato scritte
Balordi. Vandali in cerca di facili obiettivi. Per il momento i Carabinieri di Luino non sospettano di più circa le persone che nella notte tra venerdì e sabato hanno devastato il cimitero di Voldomino.
A chi questa mattina ha varcato i cancelli del campo santo si è presentato uno scenario terribile: almeno una sessantina tra lapidi, statue e decorazioni sono state divelte, rovinate e distrutte. I teppisti hanno agito indisturbati: il cimitero è abbastanza isolato, situato vicino ad un eliporto e le abitazione più prossime si trovano ad oltre un centinaio di metri. Nessuno ha notato nulla di strano, anche se una prima, vaga ipotesi, indica intorno alle 22 il possibile orario di ingresso dei vandali..
I responsabili, dopo essersi introdotti scavalcando la recinzione, hanno rovinato le lapidi marmoree, le decorazioni, le piante e i fiori senza toccare le tombe che non sono state scoperchiate. Nessuna scritta, alcun segno distintivo è stato rinvenuto dai militari chiamati immediatamente dopo la scoperta della devastazione. Per il comandante della Compagnia di Luino, il maggiore Massimo Giaramita, si tratta di un atto vandalico, compiuto da balordi che non avevano altro fine che la distruzione.
Qualcosa di simile, tra l’altro, era avvenuto pochi mesi fa a meno di un chilometro dal cimitero: allora era stato il nuovo e moderno centro sportivo comunale a essere preso di mira. Vetri rotti, reti divelte e danni materiali prima ancora dell’inaugurazione ufficiale.
Le tombe paiono scelte a caso: ad essere colpite sono stati i loculi più diversi. Da quelli ornati con simboli religiosi, a quelli senza segni distintivi; da sepolcri appartenenti alle famiglie del posto a quelli di persone trasferite a Luino con le ondate di immigrazione.
Tra i vialetti lo sconforto e la rabbia sono palpabili, espressi da tutti coloro che alla spicciolata varcano il cancello. Qualcuno è all’oscuro e con le lacrime agli occhi avverte i parenti, altri arrivano già preparati ma non per questo riescono a capacitarsi dell’avvenuto.
La domanda per tutti è una sola. Chi ha potuto orchestrare una cosa del genere? Di certo un gruppetto di persone; di certo qualcuno che, vigliacco fino in fondo, al posto di avere il coraggio per prendersela con i vivi, ha pensato di profanare il sonno dei morti.
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