«Il dibattito sia costruttivo e non ideologico? Sì, grazie»

Erica D'Adda puntualizza la sua posizione circa la fondazione che dovrebbe rilevare lo stabile di piazza Trento e Trieste

 

Riceviamo e pubblichiamo

Spett.le
Stefano Gussoni

Mi
consenta di approfittare della disponibilità di questa testata
giornalistica per risponderLe in merito alla destinazione dello
stabile di Piazza Trento Trieste. Il
garbo e la serietà delle Sue argomentazioni mi spingono a
definire con serenità alcuni passaggi di questa vicenda. Prima
di entrare nel merito chiarisco il senso di una affermazione che è
mia, anche se Lei non mi cita esplicitamente.

Nel
consiglio Comunale del 16.02 ho risposto al collega Pellegatta, il
quale si diceva convinto che tutti noi avessimo frequentato qualche
volta la Sua associazione, che personalmente non lo avevo mai fatto.
L’ho detto con un filo di irritazione per una frase un po’
ampollosa e anche per amore di verità, senza considerare
questo un merito
e, mi permetta, neppure un demerito.

Così
come nella mia vita non ho mai messo piede in un centro sociale:
anche questo non è un merito e neppure un demerito,
semplicemente una scelta di vita che rivendico. I luoghi dove fare e
fruire delle diverse forme culturali e di divertimento credo di
essere libera di scegliermeli. Così come ammetterà che
si possano conoscere i giovani e le loro problematiche anche da
osservatori diversi: pensi ad esempio agli oratori, o al
volontariato.
Con
tutto ciò, conosco da anni il lavoro e l’entusiasmo di
Comunità Giovanile, la cui attività sul territorio
considero un bene sociale. Per
questo come amministratore, umile e di minoranza, ho detto e
ribadisco che ritengo opportuno trovare il modo di conoscervi meglio.

Per
quanto attiene alla destinazione dello stabile di Piazza Trento
Trieste rilevo alcuni elementi.

In
commissione ho con forza contestato quanto segue:

  • che
    due atti distinti, riguardanti una Convenzione e una Fondazione,
    venissero proposti alla votazione in Consiglio Comunale
    congiuntamente;

  • che
    la documentazione, il testo modificato della Convenzione e lo
    Statuto relativo alla Fondazione, ci venisse consegnata la sera
    prima
    del Consiglio Comunale;

  • che
    lo Statuto consegnatoci, pure ad una prima e veloce lettura,
    rilevasse anomalie tali da rendere il tutto irricevibile. Fra le
    anomalie, il modo in cui Comunità Giovanile veniva ad
    assumere un ruolo assolutamente preponderante era lesivo anche della
    Vostra dignità e del Vostro lavoro.

Tranne
il mio capogruppo, nessuno, nemmeno fra gli acerrimi nemici delle
Fondazioni, ha sollevato obiezione alcuna a quanto ci è stato
consegnato. Si consultino i verbali. E
tuttavia nessuno mi ha neppure dato torto, tant’è che grazie
alla disponibilità del Sindaco Farioli e al lavoro del
Segretario Comunale abbiamo cambiato quel passaggio e rimandato il
tutto ad un successivo approfondimento.

I
giovani di Comunità Giovanile presenti in Consiglio le
possono confermare che non una voce si è levata a difendere la
precedente proposta di Fondazione e il relativo Statuto. Forse
qualche ragione l’ho avuta.

Guardiamo
al futuro.

Sono
convinta, come ho detto nel dibattito istituzionale, che questa
occasione importante per i giovani e per la città tutta debba
coinvolgere non solo le realtà giovanili organizzate, e /o
politicamente connotate, ma uno spettro quanto più possibile
ampio del mondo giovanile e dei suoi bisogni. Mi
pare che su questo ci troviamo d’accordo. Quanto
alla connotazione politica di Comunità Giovanile, mi rimetto
al giudizio del consigliere Corrado che vi conosce molto bene e vi
definisce “associazione legata alla destra sociale”, quel
Corrado della cui sicura onestà politica Lei, e io, ci
facciamo garanti.

Non
condivido però quell’appello all’associazionismo di
sinistra
, da giustapporre a quello di destra: è in netta
antitesi a quello che penso a questo proposito. Non credo che quando
parla di centro di aggregazione giovanile polivalente Lei intenda
questo. Altra
cosa se, dopo un dibattito serio e costruttivo, riconosciamo come
punto d’appoggio sul territorio chi per anni ha colmato un vuoto
aggregativo che tutti sappiamo esservi.

Possiamo
partire da qui, e iniziare un dibattito come Lei dice costruttivo e
non ideologico, e fra l’altro estremamente interessante? E, perché
no, magari a Comunità Giovanile. Così avrò
un’occasione per venire di persona, se mi invitate, a conoscervi e
farmi conoscere. Spero con reciproca stima.

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Pubblicato il 21 Febbraio 2007
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