L’ospedale di Luino non ha bisogno di difensori

Il sindaco della città del Verbano risponde alla lettera di Fabio Rizzi, segretario provinciale della Lega Nord in merito al salvataggio dell'ospedale dalla chiusura

La lettera del segretario provinciale della Lega Nord Fabio Rizzi riguardante l’ospedale di Luino e ai meriti del suo rilancio ha provocato la risposta "piccata" del sindaco di Luino Gianercole Mentasti chiamato in causa dallo stesso segretario .

La settimana scorsa ho scritto per la stampa un articolo per rassicurare i cittadini sul buon funzionamento dell’ospedale della nostra città, senza avere la pretesa di difendere l’ospedale stesso, perché non credo che ne abbia bisogno. E’ comparso su  Varesenews uno scritto di un “buontempone” a nome Rizzi. L’oggetto è l’ospedale di Luino e alcune mie affermazioni. Il signor Rizzi io non lo conosco e mi permetto di chiamarlo  “buontempone”, perché uno che scrive sui miei comportamenti e i miei pensieri tali inesattezze, o sta scherzando, o non è a conoscenza dei fatti, o è confuso da cieco partitismo. Tutto quello che scriverò rispecchierà i pensieri che ho già espresso negli anni scorsi sulla stampa.

Chiariamo subito la faccenda nuovo ospedale unico in sostituzione, nel futuro, di quelli di Luino e Cittiglio. Io espressi un parere del tutto tecnico, che mi derivava da una vita lavorativa  in ospedale prima a Milano, poi a Luino. Lo confermo: la soluzione ospedale unico, moderno e con nuove attrezzature, dal punto di vista funzionale ed economico sarebbe stata senz’altro la soluzione più utile.

Per costruire un nuovo ospedale occorrono come minimo dieci anni, quindi la sua costruzione non avrebbe assolutamente richiesto  di chiudere, per quel non breve lasso di tempo, i due ospedali esistenti, che, anzi, avrebbero dovuto essere mantenuti ben efficienti. La falsa alternativa tra ospedale nuovo e i due in funzione è stata posta da alcuni politici abituati ad usare la demagogia  come propaganda elettorale a discapito del cittadino, che viene  mal informato.

Non credo che l’aver a cuore la sanità ospedaliera sia prerogativa di uno o di altro partito: almeno su questo argomento mi sembra che tutti si sia d’accordo. Le scelte organizzative devono essere tecniche, poi tutti i cittadini hanno il diritto, personalmente o in diverse forme associative, di esprimere il loro parere.

Ripeto, prudenza a formulare giudizi estremi: le strutture e l’organizzazione sanitarie possono servire, in ogni momento, al cittadino, che deve essere si informato, ma non terrorizzato.

Al signor Rizzi un augurio di essere più sereno e meglio informato. Mentasti non ha mai usato le notizie sanitarie eclatanti per far propaganda elettorale.                          

   

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Pubblicato il 23 Febbraio 2007
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