Scambio case: si può fare anche qui

Ecco le esperienze di due famiglie della nostra zona, che raccontano una forma di turismo alternativa. Che da turisti trasforma in "marsigliesi"

Ospitare persone che arrivano dall’altra parte del mondo, o addirittura scambiarsi direttamente di casa, per le vacanze. Questa è l’esperienza dello scambio casa, e se pensate che sia una cosa che fanno solo all’estero, o dedicata solo a chi ha megaville sull’oceano, vi sbagliate. Almeno una decina di famiglie varesine, suddivise in diversi network di scambio case, lo pratica. E poi le case sul lago hanno ottimo successo con gli stranieri, che magari desiderano scambiare il loro appartamento londinese per una bella casa sul Maggiore.

Per raccontarvi questa esperienza abbiamo parlato con due "scambisti". La nostra prima testimonianza è di una signora che abita a Varese, ma scambia la sua seconda casa di Jesolo. Si chiama Maria Teresa Antonioli, e scambia dal 2000, anche se, confessa con dispiacere, ultimamente ha dovuto fermarsi per problemi di salute. Lei e suo marito, pur essendo in pensione, non si possono certo dire sedentari, visto che grazie allo scambio case si sono goduti diversi viaggetti.

Allora, come siete venuti a conoscenza di questa opportunità turistica?
«L’ho scoperta più di dieci anni fa, in maniera del tutto casuale, leggendo di questa realtà su una rivista di viaggi, che sembrava rappresentare un bel risparmio, così mi sono messa in contatto con questa società (la HomeLink ndr). Purtroppo per motivi famigliari non pratico scambi da diverso tempo, ma sono sempre stata molto soddisfatta».

Avete praticato decine di scambi. Dove siete stati con lo scambio case?
«Siamo di Varese ma scambiamo la nostra seconda casa, a Jesolo. Abbiamo avuto l’occasione di viaggiare molto: abbiamo conosciuto a fondo la Francia, dove siamo stati spesso tra Bretagna, Parigi ed altre zone. E poi la Spagna, l’Olanda, Praga, Cracovia».

Ma non avete mai avuto paura a dare la vostra casa, anche se seconda casa, a degli "sconosciuti"?
«Le persone hanno rispetto, anche perché in cambio daranno la loro casa, e quindi spereranno come minimo che venga curata come loro hanno fatto con quella degli altri. E poi credo che a questi registri siano iscritte persone di un certo livello economico. Ovviamente puoi finire in case belle o meno belle, se ad esempio vai a Praga è ovvio aspettarsi uno stile magari meno agiato. Ma sono sempre state soluzioni buone e confortevoli. Quando uno supera la diffidenza iniziale, dopo la prima esperienza, allora poi non ne fa più a meno. Per me è stata un’esperienza più che ottima, ed è bello pensare che l’ho scoperta solo per caso, con quella rivista.».

E mi sembra di capire che, una volta, la casa l’avete scambiata con qualcuno che proprio sconosciuto non era. Un’altra famiglia di Varese…
«Vero. Una volta ho scambiato casa con una persona che abita proprio vicino a me. Entrambi scambiavamo la nostra seconda abitazione, io quella di Jesolo e l’altra famiglia, sempre di Varese, una casa in Liguria. Tutto è accaduto per caso, cercavo un’abitazione in Italia e solo dopo averla trovata mi sono accorta che la stavo scambiando con un proprietario che viveva a pochi isolati da me».

La signora Antonioli è decisamente soddisfatta, ed ora spera di ricominciare a scambiare casa per l’anno che verrà, con suo marito, magari visitando altri luoghi d’Italia. Scambieranno sempre la loro seconda casa di Jesolo, ma in realtà dalle nostre parti c’è chi scambia proprio la prima casa. Come la signora Rossella Kohler, che da tre anni scambia la sua bellissima casa di Invorio, vicina al Lago d’Orta e al Lago Maggiore. Una casa moderna, e abbastanza grande da effettuare lo scambio anche non simultaneo (cioè ospitare una famiglia senza lasciare completamente la casa). Anche in questo caso si tratta di una famiglia normale, con un lavoro normale, due figli adulti ed uno più piccolo. E tanto entusiasmo per questa esperienza.

Voi come avete scoperto gli scambi casa?
«L’idea è arrivata da amici, che scambiavano la casa a Como, poi per curiosità mi sono informata su internet ed ecco. In tre anni abbiamo operato una decina di scambi, tra simultanei e non. Per noi è un’esperienza molto positiva, e da Pasqua in poi ne abbiamo in programma altri quattro. Siamo stati in Irlanda, a Marsiglia, New York, Chicago, nord della Germania… E poi è stato bello anche ospitare. Abbiamo ospitato australiani e neozelandesi, in genere questi turisti non prendono un unico scambio ma fanno 4 o 5 tappe, per visitare bene il paese. Speriamo di poter fare lo stesso quando, prima o poi, visiteremo l’Australia».

Mi sembra di capire che nemmeno voi avete avuto problemi a condividere con nuove persone la vostra casa
«No, e ne vale la pena. Si tratta di una scelta molto economica: spesso ci scambiamo anche la macchina, come in Irlanda. Se calcola che ho raggiunto l’isola con un volo Ryan Air, ho speso pochissimo. E poi è molto piacevole: chi ospita, spesso mette in comunicazione i vicini, si conoscono persone nuove che ti mostrano lati particolari delle città. Così hai contatti con persone simili a noi, perché ci vuole lo spirito adatto. Ovviamente non devi essere una persona gelosa delle proprie cose. Tutti tengono molto bene le cose, e le case, degli altri».

Che differenza c’è tra il turismo "classico" e questo?
«Cambia tutto: non visiti un luogo ma lo vivi. Ad esempio a Marsiglia ci ero già stata diverse volte, come turista. Con lo scambio case ci sono stata, ma mi sentivo una marsigliese».

Risparmio, un’esperienza completa, nuove conoscenze. Sorprende ancora che non tutti conoscano lo scambio case come opportunità per una nuova vacanza. Voi ci avete mai pensato?

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Pubblicato il 25 Febbraio 2007
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