Tibet e diritti umani, se ne parla a Villa Tovaglieri
Organizza Azione Giovani; relatore il professor Giovanni Ribaldone dell'associazione Italia-Tibet
Riceviamo e pubblichiamo
Il circolo bustocco di Azione Giovani
presenta il primo incontro del ciclo "Autodeterminazione dei Popoli:
principio supremo ed irrinunciabile" che avrà come tema: "TIBET,
la violazione dei diritti inviolabili". L’evento si svolgerà
Giovedì 22 Febbraio, alle ore 21 presso la sala conferenze di
Villa Tovaglieri, sita a Busto Arsizio in via Volta.
Relatore unico della serata sarà il prof. Giovanni Ribaldone.
Il Tibet è stato nella storia un forte stato autonomo, attualmente si trova annesso alla Repubblica Popolare Cinese, anche per gravi colpe britanniche,
che all’inizio del XX secolo lasciarono agire i Manchu indisturbati.
Infatti l’etnia cinese al potere in quel periodo invase il pacifico
stato tibetano.
Da quel momento, tra alti e bassi, il Dalai Lama, che oltre a presiedere il governo in esilio rappresenta la massima autorità religiosa per i buddhisti tibetani, è costretto a star lontano dalla sua amata terra e dall’India continua la sua lotta per l’indipendenza del Tibet.
Tenzin Gyatso, l’attuale Dalai Lama,
nel 1989 ricevette il Premio Nobel per la pace per la sua resistenza
non-violenta alla Cina e questo probabilmente fu l’unico riconoscimento
ufficiale che gli venne attribuito.
Il dominio cinese non vuole solo la sovranità su questa regione, ma vuole imporre la propria società e annullare la millenaria cultura tibetana:
durante la Grande Rivoluzione Culturale imposta da Mao Tse Tung, oltre
alle uccisioni giornaliere, sono stati distrutti quasi tutti i monasteri
buddhisti e solo oggi viene fatta una lieve apertura verso il mondo
buddhista per motivi puramente di convenienza economica, dato il fascino
turistico che da esso scaturisce.
Una tragica vicenda nella recente storia tibetana, è avvenuta nel 1995, quando in Luglio venne rapita la seconda carica religiosa: Choekyi Nyima, un bambino di 6 anni
che era stato indicato dal Dalai Lama come reincarnazione del X Panchen
Lama. Il governo cinese non gradì quella nomina vista come
un’ingerenza nei loro confronti, perciò dopo aver rapito il
bambino e tutta la sua famiglia nominò un Panchen Lama cinese.
La comunita internazionale e ancor meno l’ONU, non sono mai riuscite a prendere una netta distanza dall’occupazione cinese
del "Tetto del Mondo" (come viene chiamato il Tibet data la sua altezza
media di 4900m grazie alla catena Himalayana), nonostante le tre
risoluzioni dell’ONU (1959, 1961 e 1965), infatti non sono stati mai
presi provvedimenti e soprattutto dal 1971 ad oggi la Cina ha
accumulato molto potere all’interno dell’organizzazione che dovrebbe
anche garantire il rispetto dei diritti dell’uomo.
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