Una festa per conoscersi
Le famiglie di 15 paesi si sono incontrati domenica, tra musica cibo e danze
“La festa di oggi, “Prendiamoci per mano: incontriamoci e conosciamoci”, ha lo scopo di permettere anche a noi di entrare in contatto con la cultura dei paesi da cui provengono i nostri compagni di scuola che adesso vivono con noi. Essi, infatti, hanno modo di imparare la nostra lingua, di mangiare i nostri piatti e di ascoltare la nostra musica. Noi, invece, non sentiamo i loro suoni, non vediamo i loro colori, non assaggiamo i loro sapori. Ecco perché oggi siamo qui tutti insieme.” Con queste parole Alessandro Cappello, sindaco del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Barasso, Comerio e Luvinate ha dato il via alla festa multietnica che si è svolta questo pomeriggio a Comerio.
Una festa che è stata veramente grande: grande la partecipazione delle famiglie straniere, grande l’affluenza degli abitanti del territorio, grande il senso di amicizia che aleggiava nell’aria.
Diciassette gruppi famigliari, appartenenti a ben quindici diverse nazioni di tutto il mondo hanno raccontato del proprio paese, usando la propria lingua, hanno fatto ascoltare la propria musica ed hanno cantato. Alcuni hanno proposto delle danze popolari ed il Marocco persino la danza del ventre.
Tutti hanno portato oggetti della vita quotidiana. Moltissimi i piatti tipici che le famiglie hanno voluto offrire: pane, torte, frutta esotica, verdura, carne, cuscus, bevande. Dalle banane fritte al riso con il cocco, dai datteri con cacao al pane nero con lo speck, dalle pupusas al karkadè, dalla pizza ai biscotti al sesamo, e così via, da un punto all’altro del globo in un gustosissimo viaggio tra i sapori.
I presentatori della manifestazione sono stati Alice Carcano, Federico Panetta, Laura Gerace, membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi. A concludere con i ringraziamenti, Andrea Patitucci, vicesindaco.
Un’atmosfera davvero serena e molto naturale, nella quale si sono mescolati usi, costumi, profumi e rumori diversi, in una colorata coreografia, sotto il segno della fratellanza universale.
Tutto questo in un tempo in cui la violenza sembra dilagare. Come ha ricordato Alessandro: “Noi ragazzi vogliamo lanciare un messaggio di pace e di rispetto verso la persona, qualunque siano le sue origini”.
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