Cagliari spegne l’analogico: tv solo col decoder
Oggi la prima provincia italiana spegne Rai2, Rete4 e La7. Anche altre aree della penisola abbandoneranno il vecchio sistema, ma la copertura non è totale
Cagliari città digitale. Già perchè, da oggi (1 marzo) questa è la prima provincia italiana ad essere passata definitivamente al digitale, mentre sono state spente le antenne di trasmissione dell’analogico. Dalle tre del mattino Rai 2, Rete 4 e La7 entreranno esclusivamente nelle case delle famiglie provviste di decoder DTT: un passaggio obbligato al quale, prima o poi, passeremo tutti, definito switch-off. Ad oggi sembra che le famiglie cagliaritane provviste di questo "traduttore" siano 4 su 5, mentre i rivenditori di tecnologia sono stati letteralmente presi d’assalto, anche per godere del contributo di 70 euro per l’acquisto (valido solo in provincia di Cagliari). Nella sola giornata di ieri sono stati acquistati 7mila decoder.
In realtà questo primo capitolo della rivoluzione digitale della tv italiana è nato sotto l’ombra di qualche polemica. Il governatore della Sardegna Roberto Soru (ex numero uno di Tiscali) ha provato in diversi modi a rinviare questo debutto, considerando i tempi pochi maturi: "Credo che il digitale terrestre, per come è stato gestito, sia un inganno colossale che spero il centrosinistra cancelli nei prossimi mesi", ha detto. Le perplessità di Soru, più che sulla carenza dei decoder tra le famiglie di Cagliari, ricade sulla scarsa qualità dell’offerta attuale, che ancora fa poco uso della tanto decantata interattività, e riempie i Mux con canali già presenti sul satellitare, con offerte del "calibro" di Media Shopping.
Secondo il primo Rapporto sulla televisione digitale terrestre a dispetto delle aspettative che portarono al finanziamento a pioggia per l’acquisto dei set top box DTT, la maggioranza degli utenti non usa la "nuova televisione" per fruire dei servizi di e-Government, il cosiddetto t-Government . La usa invece, e parliamo del 58 per cento degli interpellati, per guardare programmi sportivi. Una percentuale che nelle regioni del Nord sale al 69 per cento. Altre modalità di fruizione del DTT che vanno per la maggiore, comprendono la visione di film e l’informazione: si dedicano a queste attività più o meno un utente su due. Inoltre i primi dati Auditel sul digitale dimostrano che la maggior parte degli utenti non ha preso ancora confidenza con il top-box, continuando a preferire la tecnologia analogica per vedere quotidianamente i canali comuni.
Prosegue comunque, a ritmi non propriamente spediti, la diffusione di quella che l’Unione Europea probabilmente considera la reincarnazione della tv in chiaro e di interesse pubblico. Una convinzione forse azzardata, visti anche i grandi progressi di piattaforme alternative, prima fra tutte il satellitare (che, a fronte di un canone, presenta un’offerta di programmi decisamente più ampia) e il cavo, "reincarnato" nell’offerta su fibra delle web-tv.
Dopo un fortissimo battage pubblicitario nel 2005, e la corsa all’acquisto dei decoder nel timore di non poter più vedere i propri canali preferiti, in realtà il tanto minacciato switch-off è stato continuamente rinviato. Ora il nuovo limite imposto dall’Ue, al quale il nostro paese si è adattato, prevede l’avvio dei primi switch off entro il 31 dicembre 2008, e la data ultima per la conclusione della transizione è stata fissata per il 2012.
Tutti i paesi europei, comunque, hanno già accelerato i ritmi. Il Regno Unito ha già 5 milioni di famiglie provviste di decoder digitale terrestre, la Germania ha spento l’analogico in alcune areea e la Francia ha avviato il 31 marzo scorso i suoi nuovi programmi digitali.
Per chi è interessato all’acquisto della tecnologia necessaria a ricevere le nuove trasmissioni ci sono due alternative: acquistare un decoder (decisamente meglio se interattivo) o un nuovo televisore che lo integra. Proprio per questa tipologia di televisori, piuttosto recenti, il governo ha previsto in finanziaria una nuova tranche di finanziamenti. Restano ancora da definire, tuttavia, i particolari del nuovo provvedimento.
Ma la cosa più importante da verificare è la copertura. Come ci avete segnalato in molti, in molte zone della nostra provincia la copertura è ancora assente o scadente, anche a causa della conformazione geografica. In teoria entro fine 2008 la situazione dovrebbe migliorare decisamente, tuttavia per avere un’informazione costante sulla copertura in provincia questa è la pagina di riferimento. Una volta verificata la copertura del proprio comune, è comunque consigliabile contattare un tecnico della zona, perché le cose potrebbero comunque non essere semplicissime. Problemi di conformazione orografica o di orientamento dell’antenna possono oscurare il segnale. In questo caso un tecnico può provare ad intervenire sull’antenna esistente, magari aggiungendo un elemento. In ogni caso, purtroppo, non esistono ancora forme di garanzia sui tempi di copertura di ogni singola zona. Secondo Mediaset, già oggi è possibile raggiungere l’85% della popolazione, così come per Rai e probabilmente La7-Mtv. In sviluppo proprio in questi giorni sono anche gli sforzi di conversione delle tv regionali, sui quali non si hanno dati precisi.
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