Ds a vele spiegate verso il Partito Democratico

Stefano Tosi confermato segretario provinciale con 108 voti su 133. Daniele Marantelli a lungo apllaudito per il suo discorso conclusivo

«Il Partito Democratico è una sfida importante, con energia e passione ce la faremo». Con queste parole Daniele Marantelli, deputato dell’Ulivo, ha chiuso il congresso provinciale dei Democratici di Sinistra. Quarantadue interventi, 142 delegati intervenuti e tanti ospiti, tra i quali anche il sindaco varesino Attilio Fontana. Marantelli ha ricevuto l’applauso di tutta sala Andrea di Ville Ponti in numerosi passaggi del suo discorso conclusivo. In particolare quando ha parlato «dell’importanza di ascoltare tutti con umiltà, seguendo l’esempio di Emilio Donelli e di tutti coloro i quali si sono battuti per i diritti dei lavoratori. Il partito democratico deve essere una forza riformista, basata sui valori in comune tra noi Ds e i compagni della Margherita – ha proseguito Marantelli -, ma anche tenendo conto della cultura del saper fare, della concretezza e della meritocrazia: senza lasceremo una buona fetta di elettorato alle destre. Riformista non è chi abbaia alla luna, ma chi risolve i problemi, con particolare attenzione per i più deboli. Noi dobbiamo riuscirci, nel solco di quanto questo Governo ha cominciato a fare: una minuta pattuglia di parlamentari proveniente da queste aree del Paese è riuscita a fare molto di più delle truppe mandate a Roma dai partiti del centrodestra nelle scorse legislature».  

«Il partito Democratico deve diventare una grande forza di popolo, una forza che raccolga le istanze del centrosinistra tutto, senza spaccature e divisioni, senza anatemi ed esclusioni preconcette – ha proseguito Marantelli -: non mancheranno le Feste dell’Unità, chi vorrà sarà ben accetto nelle nostre sezioni, chi non ci vorrà entrare, non ci mancherà di certo. L’obiettivo non è creare un altro nuovo partito, ma un partito nuovo, che pensi al futuro, ai giovani, che riscopra il valore della militanza, con una piramide con una base ampia per ritrovare la fiducia degli elettori, sempre più distanti da questa politica». Meno applaudito il passaggio sul federalismo, anche se Marantelli ha puntato molto su questo aspetto, ribadendo che «se non piace la definizione di Ulivo del Nord se ne può trovare un’altra, ma la sostanza non cambia: una riforma in chiave federale è indispensabile: si parta dal federalismo fiscale per poi arrivare ad una modifica seria della Costituzione».  

La due giorni congressuale diessina si è conclusa con la proclamazione di Stefano Tosi, confermato segretario provinciale con 108 voti su 133 votanti, mentre 25 preferenze le ha ottenute l’altro candidato, Antonio Riccardi, portacolori della mozione Mussi: «Resteremo negli organi del partito – ha commentato quest’ultimo – fino a quando ci sarà il simbolo della Quercia. Poi si vedrà». Tosi ha ringraziato tutti per il «bel congresso, partecipato e animato. Si è vista la passione e mi è piaciuto il metodo, che ha dato la possibilità a tutti di esprimere la propria opinione. Ora andiamo a vele spiegate verso il Partito Democratico e ancora prima verso le elezioni politiche provinciali: l’obiettivo da vincere, ci dobbiamo provare con tutte le nostre forze».

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Pubblicato il 31 Marzo 2007
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