Diamo il voto a una voce varesina
Il voto amministrativo mi piace perché mi dà una piccola speranza: di contare un pizzico di più come cittadino, di essere un tantino meno il classico anonimo al quale in genere la politica impone candidati degni del “chi l’ha visto?”, anche e soprattutto dopo che sono stati eletti.
A rafforzare questa mia opinione ci sono il rapporto e il controllo che i cittadini hanno, per il tramite dei mezzi di informazione locali, su coloro che li amministrano. Quando voto, come in questa occasione, per una “mia” istituzione non mi passa per la testa di farmi trascinare verso una valutazione prevalentemente politica e magari riferita a situazioni nazionali.
Il fatto che oggi eccezionalmente mi capiti di trovare un conoscente o un amico che ammetta di avere votato per Prodi, certamente non influirà sulla mia scelta: semplicemente valuterò se il presidente uscente della Provincia e la sua squadra hanno mantenuto gli impegni presi verso la comunità e quindi se il risultato della loro azione è stato positivo.
Aldilà delle scelte che ognuno di noi farà, c’è da tenere conto che le modalità di voto offrono la possibilità di eleggere come consigliere provinciale anche un candidato locale ed è questa l’indicazione di voto che mi permetto di dare. Qualunque sia lo schieramento che prediligiamo vale infatti la pena di esprimere la preferenza che ci è concessa: il voto vale sempre per il presidente della lista scelta, nel contempo ci permette di mandare a Villa Recalcati un consigliere che conosce i problemi della nostra Varese. Non importa che poi egli diventi di maggioranza o di minoranza: sarà infatti sempre una voce varesina in un consesso che rappresenta l’intera provincia.
Lo dobbiamo fare anche se, prima con Massimo Ferrario e poi con Marco Reguzzoni, espressioni del Sud del Varesotto, la Provincia mi sembra abbia avuto un atteggiamento costruttivo verso la nostra città, arrivando anche a interventi di grande rilievo come il decisivo contributo alla nascita e allo sviluppo dell’Università autonoma da Pavia.
Sono passati tanti anni da quando sono cronista a Varese e voglio allora ricordare altri presidenti galantuomini, perché tali sono stati tutti: Marchetti, Franchi, i fratelli Attilio e Alfonso Spazio, Marchesi, Minelli. Non dimentico certamente Fiorina Ripamonti, gentildonna attiva, misurata, intelligente. Di classe e scuola pci.
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