Rivivono i giardini dell’Isola Madre dopo la tromba d’aria devastatrice
Il cipresso del Cashmir è stato rimesso a dimora, curato come un bimbo da ben 8 giardinieri dell’isola
Chi arriva in visita all’Isola Madre Borromeo, la più rigogliosa per la ricca e curatissima vegetazione, si dirige in genere ad ammirare il suo esemplare più bello, il maestoso cipresso del Cashmir.
Il cipresso del Cashmir era arrivato sull’isola sotto forma di semi nel 1862, i semi erano stati messi a dimora e la pianta era cresciuta rigogliosa ed enorme, tanto da essere unica al mondo per dimensioni e divenire il simbolo dell’intero giardino botanico.
Ora il visitatore lo trova ridotto ad un terzo del suo volume e sostenuto da enormi tiranti; accanto, un cartello lo mostra abbattuto al suolo dalla tromba d’aria che ha colpito l’isola alla fine di giugno dell’anno scorso.
La pianta è stata rimessa a dimora, curata amorevolmente dagli 8 giardinieri dell’isola, coordinati dal capogiardiniere Gianfranco Giustina, e tutti si augurano che possa rivivere e tornare di nuovo rigogliosa.
Un’intera porzione dell’isola aveva subito, a causa del tornado, una distruzione pressoché totale: dall’anno scorso sono iniziati lavori complessi di ricostruzione di tutta la parte del giardino compromessa, con un costo, da parte della famiglia Borromeo, di alcune centinaia di migliaia di Euro.
Tutto il bosco frangivento su un lato dell’isola, per circa 300 metri di longitudine, era andato abbattuto, ridotto ad un ammasso di alberi; uguale sorte era toccata ai boschetti di rododendri e a diversi alberi di valore.
Per asportare il legname sono stati effettuati 120 voli da parte di elicotteri, non potendo arrivare sull’isola mezzi meccanici di certe dimensioni; i giardinieri hanno poi effettuato una completa pulizia del sottobosco, ultimata a fine gennaio.
Ai primi di gennaio due squadre di free climbing hanno potato le piante rimaste in piedi e compromesse dal tornado, rimodellandole e in alcuni casi ancorandole al terreno con tiranti, come nel caso di un pino silvestre di notevole valore; alcune piante sono state riposizionate in quanto divenute instabili.
Sono state quindi piantumate 200 nuove piante in sostituzione di quelle distrutte, di tipo “aggrappante” per ricostruire la barriera frangivento, oltre a bagolari, olmi, querce, ciliegi, sofore… In autunno verranno piantumati lecci e frassini e verrà rifatto il bosco di magnolie.
E’ stato recuperato il boschetto di rododendri e sono state sistemate altre parti del giardino meno compromesse; alcune zone restano ancora un po’ spoglie.
Occorreranno 10 anni perché il giardino riprenda il suo splendore.
Bisogna dare atto alla famiglia Borromeo di avere risposto prontamente e con larghezza di mezzi per salvare uno dei giardini più belli d’Italia e forse del mondo.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
principe.rosso su Il sindaco di Besnate in Ucraina: «A Odessa problemi ordinari in una situazione straordinaria»
Felice su Ospedale di Comunità di Somma Lombardo ai privati, Astuti (Pd): "Decisione calata dall’alto, ulteriore colpo alla sanità pubblica"
PaoloFilterfree su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì
principe.rosso su Danni, frane ed esondazioni: Regione Lombardia chiede lo stato di emergenza nazionale per il maltempo
Felice su Carburanti, finiscono le risorse per lo sconto: proroga del gasolio fino a mercoledì






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.