Tre scudieri azzurri per il “principe verde” di Villa Recalcati
Busto elegge tre consiglieri provinciali targati Forza Italia mentre riconferma con un diluvio di voti il concittadino Marco Reguzzoni quale presidente della provincia. Un astensionismo altissimo punisce il centrosinistra
Forza Italia, Forza Italia, fortissimamente Forza Italia. Questo il responso degli elettori bustocchi al voto provinciale. A Villa Recalcati la città sarà pure rappresentata prima di tutto dal presidente leghista Marco Reguzzoni, rieletto con una profluvie di voti, ma i tre consiglieri che la città invia a sostenerlo appartengono al partito di Berlusconi, di cui Busto si conferma roccaforte inespugnabile. Si tratta dei riconfermati Giovanni Battista Gallazzi, eletto con 2.772 voti nel collegio Busto Arsizio I, e Gianfranco Bottini, eletto con 2.839 voti nel Busto Arsizio II; si aggiunge Pietro Castiglioni che ha ricevuto 2.139 voti nel Busto Arsizio IV. Per il meccanismo della legge elettorale provinciale, il collegio Busto III non manderà rappresentanti a Villa Recalcati; la cosa non paia strana, perchè addirittura l’intera città di Varese con i suoi quattro collegi non manderà rappresentanti in provincia (fatto quantomai singolare per il capoluogo…), così come i collegi di Cassano
Magnago, Castellanza-Olgiate Olona e Induno-Arcisate.
Fra i sostenitori della cavalcata vittoriosa di Marco Reguzzoni (71,55% di voto personale!), Forza Italia incassa a Busto un 36,01% di voti da incorniciare; la Lega ottiene un ottimo 19,44%, An 9,78%, l’Udc il 4,89%; benino anche la lista Pensionati con l’1,08%, mentre mordono poco Democrazia Cristiana per le Autonomie (0,36%) e Movimento per l’Autonomia (0,15%). Sul fronte di Aspesi (22,03%, una bastonatura prevedibile ma immeritata per il kamikaze ulivista), L’Ulivo si ferma al 14,85%, Rifondazione ad uno striminzito 3% netto, i Verdi ottengono un discreto 2,4%, i Comunisti Italiani l’1,76%. Briciole agli altri (qui tutti i dati del voto a Busto, incluse le preferenze di tutti i candidati), con Paolo Caccia sconfitto nell’urna con un 2,18% deludente.
Sul voto bustocco, trionfale per la Cdl, pesa però un astensionismo di massa davvero pesante: al votare è andato appena il 52,1% degli elettori contro il 70% del 2002. Un astensionismo a senso unico, che ha fatto perdere voti solo al centrosinistra, e per questioni che di locale, detto fuori dai denti, hanno ben poco. Un messaggio esplicito e generalizzato di stanchezza e rigetto, dato non dagli elettori di centrodestra, fedeli ai propri principi, bensì da quelli di centrosinistra.
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