Piano di indirizzo forestale, i tecnici a convegno
Si è svolta a Villa Recalcati, sotto la regia dell'assessore Specchiarelli, una giornata di lavori riguardo il territorio
La Sala Convegni di Villa Recalcati ha ospitato ieri un incontro sul Piano Generale di Indirizzo Forestale (P.I.F.) che rientra nella strategia forestale regionale, come strumento capace di raccordare le proposte di gestione, le politiche di tutela del territorio e le necessità di sviluppo dell’intero settore.
Nel caso della realtà provinciale di Varese, questo documento, la cui validità è quindicennale, assume ulteriore valenza in quanto Piano di Settore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.).
«Ritengo che il Piano di Indirizzo Forestale rivesta un ruolo fondamentale per la pianificazione del territorio, in particolare sarà uno strumento di supporto importante per le Amministrazioni Locali (Comuni) – sottolinea Bruno Specchiarelli, assessore alla “partita” – Infatti, il PIF andrà a regolamentare le procedure di autorizzazione alla trasformazione del bosco e pertanto a dare certezze ai cittadini sui cambi di destinazione d’uso, in base alle caratteristiche della pianificazione territoriale di competenza».
È bene sottolineare che la Legge Forestale Regionale n° 27 del 28.10.2004 ha ufficializzato il ruolo del Piano di Indirizzo Forestale, come elemento cardine delle scelte programmatorie e di sviluppo di ampi comprensori boscati ed è quindi uno strumento irrinunciabile per la gestione del patrimonio boschivo. Inoltre, il Piano di Governo del Territorio, in vigore, potrà essere per la prima volta un piano di natura interdisciplinare e la componente urbanistica risulta, quindi, complementare a quella gestionale, paesistica ed ambientale, geologica, agronomica ed informatica. I Comuni avranno a disposizione un tempo pari a 4 anni per convertire i propri PRG al nuovo strumento di governo del territorio. Il PGT dovrà contenere un quadro conoscitivo globale del territorio comunale ed in tal senso il PIF, anche come piano di settore del PTCP, potrà costituire una preziosa fonte di informazioni per quanto riguarda il sistema ambientale ed il territorio rurale (dotazioni a verde, corridoi ecologici, sistema del verde di connessione tra territorio rurale ed edificato, ecc.), e, dunque, fornire un preziosissimo supporto all’attività di pianificazione in capo ai Comuni.
L’elaborazione del Piano terrà conto dei contributi di tutti gli attori interessati (Enti Locali, Associazioni di categoria, privati, ecc.). In particolare si prevede l’attivazione di un tavolo di lavoro a supporto degli Uffici tecnici provinciali e dei professionisti incaricati di redigere il Piano. Tale organismo dovrebbe ricalcare i parametri (di composizione e di funzionamento) dell’Ufficio di Presidenza previsto nell’ambito della Conferenza di Comuni (art. 16, L.R. 12/1995) già operante per l’elaborazione e l’approvazione del PTCP. Si riproporrebbe, dunque, un’organizzazione di supporto allo sviluppo del Piano mediante la previsione di ambiti territoriali omogenei composti dai vari Comuni (ovviamente interessati dal PIF), ciascuno con un proprio rappresentante.
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