Precari in piazza al fianco dei pensionati
Presidio di fronte alla Prefettura da parte delle tre sigle sindacali. Protesta del settore pulizie: «Sbagliato agganciare la durata del rapporto di lavoro a quella dell'appalto»
Erano soprattutto donne, agguerrite e compatte nella volontà di vedere riconosciuti i propri diritti di lavoratrici; insieme a loro, pensionate e pensionati varesini, come in tutta Italia impegnati in presidi davanti alle sedi del Governo. Stamattina, 12 giugno, davanti alla Prefettura di Varese un presidio colorato e pacifico ha protestato per il rinnovo del contratto nazionale delle imprese di pulizia multiservizi, ormai scaduto da 24 mesi, e per il recupero del potere di acquisto delle pensioni e l’istituzione del Fondo Nazionale per la non autosufficienza.
La manifestazione era organizzata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltrasporti-Uil, in occasione dello sciopero nazionale del 12 e 13 giugno, insieme alle segreterie provinciali delle organizzazioni dei pensionati Spi – Cgil, Inp Cisl, Uilp Uil. «Dal 30 maggio, ogni due giorni, stiamo portando avanti scioperi e manifestazioni per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica – spiega Alberto Arighi, presidente di Uiltrasporti – il presidio di oggi ha respiro provinciale, domani invece manifesteremo davanti ad Assolombarda».
Il più grande timore per i lavoratori del settore delle pulizie è la precarizzazione: «Le imprese vorrebbero l’abolizione dell’articolo 4 del Contratto nazionale dei servizi di pulizia – dice Clelia Trinca, della Fisascat – in questo modo la durata del rapporto di lavoro sarebbe "agganciata" alla durata dell’appalto: i lavoratori diventerebbero precari. Il nostro obiettivo non è l’aumento del salario». Di qui la decisione di farsi sentire, manifestando davanti alla sede del prefetto in modo pacifico ma determinato, «Stamattina alle 10 abbiamo ottenuto un’udienza dal prefetto – aggiunge Lucia Anile, segretaria generale del direttivo Filcams-Cgil – a cui abbiamo illustrato le nostre problematiche. Vogliono mettere in discussione diritti acquisiti, l’articolo 4, in vigore da circa dieci anni, non può essere considerato merce di scambio» Un’ulteriore richiesta è quella di introdurre l’obbligo del criterio dell’offerta economicamente vantaggiosa in tutte le gare d’appalto, per evitare il continuo ricorso ad appalti al ribasso.
Ma il problema non è solo la precarietà. Tra le manifestanti, sono in molte quelle che lavorano all’aeroporto di Malpensa, alle dipendenze di diverse ditte, e raccontano i disagi che quotidianamente subiscono sul lavoro: «Spesso ci mancano strumenti indispensabili per il nostro lavoro, dai dispositivi di protezione ai materiali per la pulizia. I lavoratori, poi, sono suddivisi in diversi livelli di qualifica: solo quelli del terzo livello, ad esempio, potrebbero usare i macchinari, in realtà molti lavoratori si trovano a compiere operazioni per cui non sono qualificati». Anche all’ospedale di Varese i problemi non mancano: «Il personale viene rinnovato di continuo, i turni sono di poche ore e i lavoratori non sono incentivati a rimanere, ma nello stesso tempo dovrebbero garantire un servizio di qualità e sono sottoposti a pressioni».
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