Whirlpool, Marco Passera è il primo acquisto
La società ha ufficializzato l'arrivo del playmaker varesino, prelevato da Soresina (LegaDue). "Felicissimo, ma il bello arriva ora"
Marco Passera sarà uno dei playmaker della Whirlpool versione 2007/08. Una notizia già anticipata da tempo, che oggi ha trovato la conferma ufficiale da parte della società di via Sanvito, la quale dà così il via alla campagna acquisti estiva riportando in città uno dei maggiori talenti varesini degli ultimi anni. Con lui Pallacanestro Varese ha siglato un contratto triennale.
Passera è infatti un prodotto del vivaio della Robur et Fides, dove allenava papà Franco: con la maglia roburina, insieme ai compagni di squadra della classe 1982 vinse addirittura uno scudetto giovanile (allievi, 1997). Da Varese Marco prese poi la strada verso Soresina, squadra con la quale è cresciuta in modo parallelo fino alla promozione in LegaDue e all’ottima stagione appena disputata, chiusa con la partecipazione ai playoff. Dal punto di vista personale il play – uno dei pochi italiani titolari in regia nella seconda serie – ha chiuso l’anno con 8,2 punti di media (diventati 9,3 nei playoff) con 3 assist (saliti a 5,3 negli spareggi) a fronte di un minutaggio lievitato dai 26′ ai 32′ nella seconda parte del torneo.
Marco Passera, la prima parola da giocatore della Whirlpool.
«Finalmente! Si parlava da tempo di un mio approdo a Varese, ora è diventato ufficiale. Sono molto contento che la trattativa sia andata in porto; non posso che essere felice: ho passato cinque stagioni felici a Soresina e ora voglio ripetere quell’esperienza positiva anche nella mia città».
Lei è un varesino doc che non ha mai giocato per la società biancorossa. Come seguiva in passato le imprese della Pallacanestro Varese?
«Assolutamente da tifoso sfegatato. Sono stato abbonato in curva fin da ragazzino, poi cambiai settore a malincuore dopo gli incidenti di Cagiva-Filodoro perché i miei mi costrinsero a "migrare" in gradinata. Senza peraltro perdere l’impeto del supporter: proprio per questo giocare in Whirlpool assume per me un significato particolare».
Lei arriva in serie A a 25 anni. Col senno di poi, ritiene di essere arrivato un po’ tardi oppure crede di aver seguito la strada migliore?
«Io credo che ognuno debba seguire il proprio cammino: il mio ha previsto certe tappe e sono contento di averle percorse. Forse sarei potuto arrivare prima in serie A con però il rischio di essere "bruciato", oppure esordire più tardi senza quindi poter essere nella miglior condizione fisica. Spero che questo sia il momento giusto: ho maturato una certa dose di esperienza alle spalle e mi auguro di poter fare quel che Varese si aspetta da me».
In un certo senso però, lei è un predestinato: anni fa su Superbasket venne "sponsorizzato" addirittura da Gianmarco Pozzecco.
«È vero: il Poz mi vedeva giocare al Campus e mi prese in simpatia perché come lui sono un nano rispetto agli altri giocatori in campo. Infatti scrisse che il basket è un gioco che va bene anche per chi non è un gigante: una bella benedizione!».
Suo papà è un coach di lungo corso: cosa le ha detto quando ha saputo del suo ritorno a Varese?
«Niente di particolare, anche se i miei sono senz’altro contenti. Quando smisi di studiare, una volta arrivato a Soresina, giustamente non furono molto felici. Ora che sono arrivato in A1 proprio a Varese, in un certo senso credo di averli ripagati. Certo che il bello inizia ora».
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