Il medico di base? Un diritto da conquistare

L'odissea di un cittadino rimasto senza medico di base alle prese con la burocrazia e il destino avverso

Avere il medico di base? Una vera e propria impresa. «Nonostante si sostenga che sia un diritto dei cittadini avere e scegliere il proprio medico di medicina generale, io, ad Ispra, sto vivendo una situazione al limite dell’incredibile. Mi sento danneggiato e penso che mi rivolgerò alla magistratura». A parlare è il dottor Gennaro Bracale, settantenne, residente a Ispra da oltre di 30’anni e fedele paziente del medico di base che lo scorso 30 giugno è andato in pensione.

«Io e la mia famiglia siamo stati pazienti del dottor Franco Androni sin dall’arrivo sul lago – racconta il dottor Bracale – Soddisfatti del servizio, non ci siamo mai posti il problema di cosa sarebbe potuto accadere una volta che il nostro dottore fosse andato in pensione. Così non ci siamo stracciati le vesti il mese scorso, anche perchè ignoravamo che la data fatidica era così imminente. Arrivato il giorno dell’addio, però, ho iniziato ad interessarmi alla questione. Ho scoperto che molti dei pazienti del medico pensionato avevano già dirottato la propria iscrizione agli altri due medici storici di Ispra, esaurendo in brevissimo tempo ogni disponibilità».

Con sconcerto, per la precipitazione di altri ex pazienti di Androni, il dottor Bracale inizia la trafila per il cambio del medico allo sportello dell’Asl del Distretto di Angera. Qui il nostro cittadino scopre che per diventare paziente dell’unico medico rimasto disponibile ad Ispra, occorre l’accettazione dello stesso dottore. Sempre più incredulo, il nostro cittadino («tra me e i miei familiari abbiamo alle spalle oltre 100 anni di contribuzioni…») riparte da Angera per raggiungere lo studio medico di Ispra. Qui, dopo aver atteso pazientemente il suo turno, il dottor Bracale ottiene l’accettazione dellla dottoressa Lovati. Con quel foglietto prezioso, il nostro contribuente ritorna all’Asl che, a mezzogiorno e cinque minuti, è chiusa.

La mattina successiva, è la signora Bracale ad affrontare l’odissea del cambio medico presentandosi alla sede dell’Asl. Davanti a lei, però, trova molte persone arrivate con lo stesso obiettivo. A causa di impegni improrogabili, la nostra contribuente decide di ritornare all’indomani. Quando riesce a raggiungere lo sportello, però, l’incaricato la informa che la dottoressa Lovati, unica risorsa libera tre giorni prima in tutta Ispra, non ha più posto e quell’accettazione firmata di pugno dallo stesso medico, non ha alcuna validità. C’è sempre la possibilità di optare per un medico a Travedona, o Monate o Varese: «Scegliere è un suo diritto» si sente dire candidamente.

«Scegliere, dopo un’accettazione, tra opzioni improponibili. Mi sento beffato e leso nei miei diritti – commenta amareggiato il dottor Bracale – Perchè nessuno, dal sindaco all’Asl, hanno pensato di dover avvisare i pazienti della situazione che si sarebbe creata, dando informazioni su come muoversi? E siamo in tanti in queste condizioni, almeno 400 famiglie…».

Solo il bollettino della parrocchia, lo scorso 10 luglio, riportava la notizia del pensionamento dell’anziano medico, invitando la popolazione a prendere provvedimenti.
Probabilmente accendendo un cero e sperando nel divino intervento……

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Pubblicato il 13 Luglio 2007
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