Unione, gli emendamenti al DPEFR
Secondo i consiglieri il “documento non riesce a dare le risposte sufficienti per permettere alla Regione di agganciarsi stabilmente al trend di sviluppo avviato e alla ripresa economica”
Riceviamo e pubblichiamo
L’Unione ritiene che il Documento di programmazione Economico Finanziario regionale 2008-2010 non riesca a dare le risposte sufficienti per permettere alla Regione di agganciarsi stabilmente al trend di sviluppo avviato e alla ripresa economica internazionale. Particolarmente carenti appaiono le politiche rivolte al sostegno dello sviluppo, alla gestione e riorganizzazione della mobilità, alla salvaguardia del territorio, della sostenibilità dello sviluppo, della qualità dell’aria e dell’energia. Particolarmente carenti risultano poi le politiche della sanità e del welfare che chiedono una forte riconsiderazione dell’intero impianto e una ripresa dei rapporti con il territorio.
L’Unione sottolinea criticamente la centralizzazione amministrativa della gestione delle politiche territoriali come dimostrano l’esperienza dei PICS (Piani Integrati per la Competitività di Sistema), le nuove politiche di certificazione energetica e il modello della "governance regionale" messo in piedi con la l.r. n. 30/2006 che rappresenta ormai l’elemento portante di molte politiche strategiche della Regione regolarmente sottratte al controllo del Consiglio.
Sul tema molto attuale dei costi della politica l’Unione guarda con favore all’accordo concluso in sede di Conferenza Stato Regioni che rappresenta una significativa risposta in termini propositivi sia per la riduzione dei privilegi sia per una coraggiosa politica di qualificazione della spesa nel settore pubblico.
In tema ambientale le proposte dell’Unione riguardano la necessità di una riforma del trasporto pubblico locale, l’importanza di un ammodernamento delle flotte aziendali, di prevedere l’obbligo di carburanti alternativi per il trasporto pubblico locale, di rendere progressivamente obbligatorio l’uso dei filtri antiparticolato, di adottare la Valutazione Ambientale Strategica per gli impianti di produzione di energia già autorizzati e non dotati di queste procedure e infine di inserire il tratto lombardo del bacino del fiume Po fra le aree protette regionali.
Particolare attenzione l’Unione presta poi ai temi della sicurezza stradale, agli strumenti di governo del mercato dl lavoro (Borsa lavoro e Agenzia Regionale per la Formazione e il Lavoro) e ai giovani promuovendone la partecipazione alla politica mediante l’istituzione di un Forum regionale o di una Consulta a loro dedicata.
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