«Ho agito d’istinto, lo avrebbe fatto chiunque»
La tredicenne è stata salvata da un vicino durante l’incendio che ha colpito la sua casa. La madre: «È stato unico»
«Non sono nessuno, non ci ho pensato, ho solo preso la scala». Schivo, timido, Sergio M., 68 anni, non vuole parlare troppo del gesto che ha compiuto mercoledì mattina, salvando la piccola dalle fiamme che hanno avvolto la casa della 13enne. L’incendio è scoppiato in mattinata, poco dopo che la madre aveva acceso l’asciugatrice ed era uscita di casa per andare a fare la spesa. E proprio dall’asciugatrice, forse per un corto circuito, che sono divampate le fiamme. «Mia figlia è stata una grande – racconta la madre Fiorenza -. Ha agito con freddezza: ha prima chiuso la porta della cantina, per cercare di fermare le fiamme, mentre al piano terra era pieno di fumo, è corsa di sopra ed anche lì ha chiuso le porte delle nostre camere da letto, per salvare il salvabile. Poi è andata sul balcone e ha gridato aiuto».
A quel punto sono entrati in gioco i vicini. «Ho sentito le grida e ho chiamato subito mio marito – racconta Rachele, la moglie di Sergio, che al momento stava curando la propria nipotina di 10 mesi -. Lui ha preso subito la scala e senza pensarci è andato fuori, l’ha appoggiata al balcone e ha portato giù la ragazzina».
Sergio non vuole rispondere alle domande, cerchiamo di avvicinarci, ma lui fugge in casa: «Non ho fatto niente di speciale, l’avrebbe fatto chiunque, viene istintivo aiutare chi è in difficoltà» dice semplicemente. «Lui è fatto così – aggiunge orgogliosa la moglie –, il pensiero non è andato alla casa che bruciava, ma subito alla bambina». «Mi dispiace ma le fiamme erano troppo alte, non potevo fare nulla per la casa» chiude Sergio dispiaciuto.
Rachele, mentre il marito salvava la 13enne, ha avvisato i pompieri e durante i lavori per lo spegnimento delle fiamme la giovane è rimasta con loro. «Ha chiamato subito la madre per tranquillizzarla, ma non era agitata, stava bene – racconta Rachele -. Le hanno messo l’ossigeno, non si è fatta nulla, per fortuna. Prima di andarsene ci siamo abbracciate e abbiamo pianto. Sicuramente domani andrò in chiesa e accenderò un cero».
«Non so come ringraziare Sergio, è stato unico, non voglio pensare cosa sarebbe potuto succedere – prosegue la madre Vincenza mentre è ancora al lavoro per pulire la casa da tutta la fuliggine -. Mia figlia adesso è dalla sorella. Appena mi ha visto mi ha abbracciato e continuava a dire “mamma ti aiuto io a pulire”». «È stata molto ferma e decisa – racconta il padre Fiorenzo -. Per fortuna che ha reagito così e che c’è stato Sergio».
Ma Sergio non vuole parlare e si nasconde, per lui l’importante è aver salvato la ragazza «Non facciamo risaltare una cosa che avrebbe fatto chiunque – dice, con un po’ più di distensione -. E se proprio deve scrivere, scriva che potrebbero aumentare le pensioni».
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