“L’opposizione a contenuti non variabili… ma di effetto inconsistente”
Prosegue il battibecco interno alle minoranze: è ancora Porfidio a intervenire
Riceviamo e pubblichiamo
Uno dei ruoli più importanti dell’opposizione in Consiglio comunale è quello di controllare l’operato della maggioranza di governo e di costituire stimolo operativo nell’interesse di tutta la cittadinanza, soprattutto di quella parte non adeguatamente rappresentata dal Potere in carica.
Le consigliere dell’Ulivo D’Adda e Pecchini e, con esse, il resto dei consiglieri di quel gruppo, probabilmente ritengono di anteporre i contenuti ideologici di una minoranza non variabile sul programma di maggioranza dimenticando che la funzione essenziale dell’opposizione non può tradursi in un inconsistente dibattito ideologico a scapito dell’approfondimento di temi essenziali da cui dipende la vita quotidiana dei cittadini e la moralizzazione della vita pubblica!
Una valida opposizione si contraddistingue esaminando in concreto ciò che fa la maggioranza, senza riserve e con l’obiettività di chi riconosce l’iniquità di certe decisioni politiche. Francamente, la carenza di ironia che mi si attribuisce credevo di averla riscontrata proprio nelle consigliere dell’Ulivo che hanno reagito inutilmente alle presunte insinuazioni di nomine assessorili non carpendo il reale significato di quell’assunto.
Nessuno ha mai messo in dubbio l’onestà personale, evitiamo di cadere in una stucchevole discussione inconsistente, tuttavia non può sottacersi un ruolo di nessuna importanza di certa minoranza che rimane indifferente di fronte a decisioni gravi quali l’incompatibilità del Sindaco o l’assetto urbanistico di P.zza V.Emanuele II nel centro storico ed altro ancora.
Se questo è il ruolo di certa opposizione allora ben vengano intese non formalizzate tra alcuni consiglieri di minoranza, anche di ideologie diverse, ma che hanno a cuore, con onestà intellettuale, il bene della Città; la scelta di incidere sulla moralizzazione della vita pubblica, di migliorare il traffico cittadino o l’assetto urbanistico di una zona non ha colore politico e possono benissimo coesistere anche tra consiglieri che la pensano diversamente. Questa è la democrazia rappresentativa! Nelle aule consigliari le “radici giudaico-cristiane" o le coppie di fatto sono temi che, benché importanti, interessano poco la vita dei cittadini alle prese con i problemi quotidiani; la sede opportuna per parlarne è quella del Parlamento. Quanto al modo di fare politica, non si tratta di fare opposizione urlata, né di fare demagogia da strapazzo; chi scrive, non ha mai cercato di occupare poltrone seppure ne abbia avuto occasione per via della nota condivisione “ideologica” con la maggioranza, eppure ha sempre difeso la propria dignità con le prerogative del consigliere comunale in rappresentanza degli interessi dei cittadini, indipendentemente dai colori politici prevalenti.
Di tutt’altro aspetto assume l’auspicata nomina di alcuni consiglieri di opposizione nei gruppi di lavoro sui Piani di Zona e su Accam, richiesta al solo scopo di garantire la presenza di “voci” minoritarie con funzioni di controllo in contesti decisionali di primaria importanza per la Città. Non altro.
Se qualcuno è sensibile a non essere tacciato di inciuci con la maggioranza, occorrerebbe piuttosto che si preoccupasse ad assumere un ruolo costruttivo e di controllo del loro operato, ricorrendo, se necessario, anche a fare la voce grossa. L’onestà intellettuale non viene, per questo, scalfita!
Quanto all’approfondimento di altri problemi della vita amministrativa della Giunta Farioli siamo sempre pronti a confrontarci sui temi concreti checchè ne dica la consigliera D’Adda con sospetto slancio demagogico.
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