Pompieri in ferie in Africa per costruire solidarietà
Alcuni vigili del fuoco del comando provinciale sono stati un mese in Zambia. Per dare un tetto a chi lavora per l'oratorio di Mazabuka, che ospita 700 bambini
Hanno preso ferie per un mese: che è un giusto periodo per distrarsi dalle fatiche e dall’adrenalina che un mestiere come quello di vigile del fuoco comporta. Quel mese però alcuni vigili del fuoco del comando di Varese l’hanno utilizzato non per spaparanzarsi al mare, ma per costruire una casa in Zambia.
Con i proventi del calendario che avevano realizzato l’anno prima, e con l’aiuto di privati generosi – in prima fila Lucia Sanson, mamma di Andrea Imperiale (unica donna nella foto di gruppo con i volontari), che ha voluto onorare così la memoria del figlio morto nello spaventoso incidente di Gazzada dell’anno scorso – i pompieri varesini sono volati a metà giugno alla volta di Mazabuka, un villaggio nella diocesi di Monze dove i varesini hanno inciso e incidono ancora ora molto.
Innanzitutto, Mazabuka è nella diocesi di Monze, retta da un vescovo di Varese, Monsignor Emilio Patriarca. E nel villaggio di Mazabuka presta servizio don Maurizio Canclini, da Besozzo (foto): ed è proprio da lui – con la collaborazione attiva dell’associazione Amici di Don Emilio Patriarca e nell’ambito del "Progetto Africa" dei vigili del fuoco di Varese – che sono andati Renato Spreafico, caporeparto di Porto Ceresio, Mauro Innocenti, caposquadra di Cantello, Michele Fiori vigile del fuoco che presta servizio a Busto Arsizio (ma che non è nella foto di gruppo perchè a casa sua, in Sardegna, per qualche giorno) e infine Antonio Selle, di Varese, che è partito vigile del fuoco attivo come capo reparto ed è entrato in congedo il primo luglio, proprio mentre era in Africa: «Abbiamo festeggiato lì l’avvenimento, a biscottini – racconta Mauro Innocenti, che sfoggia al collo un amuleto chiaramente ricordo dell’esperienza, e spiega – Si tratta di una maschera africana, di buon auspicio. E’ realizzata dai bambini dell’oratorio di Mazabuka: che la vendono e con i proventi raccolgono i fondi per la struttura».
L’oratorio di Mazabuka è molto grande: fornisce scolarità e pasti a circa 700 bambini al giorno, che così possono avere una maggiore speranza di vita, e di vita migliore. La casa che i vigili del fuoco hanno costuito, fino al tetto, servirà per i volontari che questa struttura la mandano avanti a turno: quattro camere da due letti, due camere da un letto, due bagni, una cucina e una veranda per chi presta servizio là.
«Per me questo è solo l’inizio – promette Innocenti – conto infatti di ritornare l’anno prossimo, e sento che non sarò l’unico» con altre iniziative e altre cose da costruire,per quelle persone che: «Non semttono mai di ringraziarti anche delle cose più piccole – racconta il vigile del fuoco varesino, alla sua prima esperienza in Africa – come quei due che non smettevano mai di dirci grazie perchè avevamo condiviso con loro un panino e una bottiglietta d’acqua minerale. O quelle donne che facevano da mamma a venti bambini a testa, orfani dell’aids e che ci ringraziavano solo perchè eravamo andate a trovarle, avevamo voluto conoscerli, anche se non avevamo niente in mano».
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