Prostituzione di donne cinesi, altri due arresti
Prosegue l'indagine di carabinieri e magistratura sul fenomeno, evidentemente in crescita: i due arresti a Gallarate, dove sono stati scoperte tre "case chiuse"
Continua l’indagine dei Carabinieri sul versante della prostituzione. Mercoledì pomeriggio i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile
e della Stazione di Busto Arsizio e della Compagnia di Gallarate hanno
arrestato due donne cinesi nel quadro di un’operazione finalizzata
al contrasto della prostituzione.
Questi arresti si aggiungono a quello
effettuato qualche giorno fa in un’operazione analoga che aveva portato al
sequestro di due appartamenti in Busto Arsizio, in Via dei Mille ed in Vicolo
dei Villini, dove tuttora permangono i sigilli su disposizione del sostituto procuratore Roberto Pirro.
Le due donne arrestate, una in possesso
del permesso di soggiorno e l’altra clandestina, hanno 49 e 27 anni e sono
state arrestate rispettivamente per favoreggiamento della prostituzione e per
la violazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Gli appartamenti controllati dai
militari sono tre e si trovano a Gallarate, in Via Monte Leone, in Via Volta
ed in Piazza Giovanni XXIII°.
Gli immobili erano stati afittati presso agenzie
immobiliari da cittadini cinesi, che avevano provveduto anche a
reclamizzare l’attività di prostituzione tramite annunci su
quotidiani locali. I Carabinieri indagano ora per identificare
dei personaggi che hanno preso in affitto gli appartamenti, ma trattandosi di criminalità
cinese, osservano, sarà molto difficile risalire ai responsabili che molto spesso
utilizzano documenti rubati o falsi per la stipula dei
contratti.
All’interno degli appartamenti sono state individuate complessivamente quattro donne, ma solo per due di esse sono stati adottati i
provvedimenti restrittivi, su mandato del pm Luca Gaglio.
In Via Volta è stata trovata la clandestina
arrestata per la violazione della legge Bossi-Fini: non aveva ottemperato
ad un decreto di espulsione emesso dalla Questura di Roma nel corso dei mesi
scorsi. In Via Monte Leone è stata poi trovata la connazionale che "gestiva"
un’altra ragazza: quest’ultima si trovava con lei nell’appartamento al momento
dell’intervento da parte dei carabinieri. Nei confronti dell’arrestata per
favoreggiamento della prostituzione è stato accertato che era lei a ricevere
i contatti telefonici dei clienti ed a provvedere alla gestione degli annunci
e dell’appartamento.
Nel corso delle prime investigazioni sono stati sentiti
vari clienti che intendevano usufruire delle prestazioni delle donne. Sono
stati sequestrati alcune centinaia di euro provento delle attività
di prostituzione, i telefoni cellulari usati per i contatti con i clienti
e vario materiale pornografico usato durante gli incontri, oltre ad un gran numero di profilattici.
L’esercizio della prostituzione negli
appartamenti controllati era stato segnalato ai Carabinieri da una fonte
giornalistica, ma molto spesso segnalazioni su questo genere di attività arrivano dai cittadini, nella
maggior parte dei casi condomini o vicini disturbati dal continuo via vai di
gente sconosciuta presso le abitazioni in uso alle prostitute.
Il costo
delle prestazioni andava dai venti ai cento euro.
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