Come ti perdo il cane in aeroporto
Il signor Andrea M. trasporta la sua Greta in aereo: a Ibiza è vittima di vandali, a Malpensa la cagna viene "dimenticata" a lungo in mezzo ai bagagli
Quello del trasporto aereo di animali d’affezione è un problema delicato. Se l’amato Fido supera infatti gli otto chili di peso finisce nella stiva né più né meno che un bagaglio, con tutto quel che ne segue. E se già in passato Varesenews ha dovuto occuparsi di un caso doloroso e clamoroso come la morte di un cane durante le procedure d’imbarco (!), anche quanto accaduto al signor Andrea M. di Castelletto Ticino e alla sua Greta, una Golden Retriever di un anno, merita attenzione. La storia grazie al cielo non ha un finale tragico, ma presenta comunque aspetti grotteschi e ha lasciato il nostro testimone piuttosto indignato.
Andrea, con la moglie, il figlio e Greta si dirigono per le vacanze estive a Formentera, perla delle Baleari. Per arrivarci devono passare per Ibiza via Malpensa. L’8 agosto, espletate tutte le formalità, la famiglia parte con un volo Iberia. Consegnata Greta (di una certa taglia, come tutti quelli della sua razza) agli addetti per lo stivaggio, il volo parte regolarmente e prosegue spedito, fra i panorami spettacolari del Mediterraneo. All’arrivo, la prima brutta sorpresa: il kennel (trasportino) usato per il trasporto dell’animale era stato vandalizzato, non si sa bene se a Malpensa o a Ibiza. Le ruote erano state smontate e un cassettino contenente il guinzaglio, un collare e un antiparassitario contro la filaria era sparito. Andrea ha sporto denuncia alla Guardia Civil, che, travolta dal caos dell’alta stagione, aveva ben altre gatte da pelare e non gli ha dato troppa retta. Poi ha presentato un esposto alla compagnia aera, l’Iberia.
Improvvisato un nuovo guinzaglio con una delle sue cinture, ingabbiato il cane per il trasporto sulla motonave per Formentera, eccetera, Andrea ha potuto finalmente giungere a destinazione con i familiari. Al ritorno a Malpensa, sabato 1° settembre, altra sorpresa: il cane sparisce. «E dire che sull’aereo hostess e piloti erano stati molto gentili con noi: anche loro avevano dei cani e si erano premurati all’arrivo di chiedere cortesemente agli addetti allì’handling se Greta potesse essere scaricata per prima». Nonostante la risposta positiva («cinque minuti e arriva» le ultime parole famose), dopo tre quarti d’ora Andrea M. e familiari cominciano a perdere la pazienza, non vedendo la loro Greta. Andrea va a protestare vivacemente al recupero bagagli («temo di essere stato un po’ sopra le righe…»), anche considerando che per andare e tornare, dei 570 euro spesi di biglietti aerei ben 295 erano per il solo cane, 125 all’andata e 170 al ritorno. Greta era stata "dimenticata" su uno dei trattorini per il trasporto dei bagagli, e lì è stata ritrovata, spaventata e spersa nel caos dell’aeroporto, ma alla fine scodinzolante e felice di ritrovare la sua famiglia. Quel sabato stesso Andrea M. presenta denuncia ai Carabinieri di Malpensa e all’Enac, che, riferisce, lo tratta «da imbecille». Il lunedì fa relcamo formale presso l’Iberia: «Ho poi chiamato un numero di servizio della compagnia», riferisce ancora Andrea M., «un 199 a pagamento, ma in tre giorni finora non sono assolutamente riuscito a farmi passare un impiegato, perchè entro una settimana dal reclamo bisogna farlo per vedersi riconoscere un rimborso per eventuali disguidi. L’Enpa di Varese, da parte sua, mi ha confermato che purtroppo non ci sono gli estremi per una denuncia da parte loro in questo caso».
La vicenda è stata a lieto fine, il cane non è sparito nei meandri di Malpensa, ma il nostro testimone è indignato. «Dopo tutte le campagne che si fanno contro l’abbandono degli animali, trasportarne uno in vacanza diventa un percorso ad ostacoli, pieno di balzelli, spese, regolamenti, cui si aggiungono adesso anche furti, superficialità e menefreghismo. Un cane non è un bagaglio qualunque, è un membro di una famiglia, i cui diritti di essere vivente non sono inferiori ai nostri. Sono amareggiato per i disservizi riscontrati, non so se prenderò più un aereo per andare in vacanza: mi facevo già cento scrupoli prima, ora me ne farò mille. Comunque non cerco tanto un risarcimento monetario, quanto delle scuse per quello che è successo».
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