“Qui l’abuso è l’incapacità di argomentare”

L'intervento di Matteo sabba di Azione Giovani sulla vicenda dell'indagine contro i neonazisti attira strali anche dal segretario cittadino DS Erica D'Adda

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio direttore,

Quando la foga fa venir meno la capacità di argomentare, e leggere con
onestà intellettuale le dichiarazioni altrui, si incorre nella gaffe di
Matteo Sabba.
Mettere nomi e cognomi uno sull’altro, con frasi che rasentano la scortesia, qualifica il personaggio suo malgrado.
Quale sia l’utilità di tutto questo non so. Avrei letto con favore una
posizione appassionata dell’autore, ancorché legittimamente diversa
dalla mia, perché credo che il dialogo sia l’unica strada percorribile
se l’interesse è il bene di tutti.
Sarei tentata di dire che la lettera di Jacopo Bolis è sufficiente a
chiudere la diatriba, ma essendo chiamata in causa personalmente più di
altri, chiedo cortesemente un diritto di replica.

Primo: non chiedo scusa a chicchessia della mia militanza politica nella sinistra italiana, anzi la rivendico con orgoglio.

Sono stata ferocemente antisovietica e contro ogni forma di violenza
, politica e non, e l’ho sempre espresso.
Ma la complessità e la ricchezza delle idee dei partiti di sinistra,
dei sindacati, dell’Anpi e del movimento dei lavoratori sono il mio Dna.
Mediata, e arricchita, dalla mia appartenenza alla fede cattolica, e
quindi a un certo filone della dottrina sociale della Chiesa.
Mai confuso acriticamente dal punto di vista storico Nazismo e
Fascismo, pur nella necessaria correlazione,che non sono io a istituire
ma gli eventi di anni terribili.
Non ci crederà, ma leggo anche De Felice.
E con Hannah Arendt e altri studio con interesse le correlazioni fra i
due feroci totalitarismi del 900, il Nazismo e la degenerazione
inevitabile del comunismo sovietico nello Stalinismo.
Le basta?
Come vede reati di conoscenza ne ho commessi, e ne commetto molti altri, in qualità di dottore di ricerca.
Torniamo a oggi.
Lattuada è innocente fino a prova contraria, e mi auguro che possa presto risolvere la sua situazione personale.
A lui ho chiesto che trovasse due parole per dissociarsi pubblicamente
da quel movimento di dementi che vogliono ricostituire un partito del Terzo Reich.

Chi grida “Brucia l’Ebreo!, canta “Vieni, non piangere, il forno ti
aspetta” come recita un coro destinato ad Anna Frank, non può essere
definito “persona tranquilla” come dice Francesco Lattuada.

Per inciso: nemmeno Lei mi pare prenda ESPLICITAMENTE le distanze e si indigni.
A me quelle persone sembrano da ricovero, prima ancora che politicamente pericolosi.
Se avessi tuttora un locale pubblico da gestire non li accoglierei di
certo, ma questa è la mia personale concezione della vita e dei
comportamenti.
Così come non inviterei Curcio o chi crede che sia un eroe!
Io non pretendo di fare l’amministratore, lo sono. Per volontà dei cittadini. Si astenga dall’essere volgare.
In questo caso lei, caro Sabba, ha la coda di paglia: chi ha mai detto
qualcosa su Comunità Giovanile in merito a questa vicenda?
Tra l’altro ho partecipato ad una loro iniziativa, questa estate, invitata personalmente da Stefano Gussoni.
Come vede, quello che dà aria alla bocca non sono io.
Già che ci siamo, diamo aria anche alla ragione. E’ un dono di Dio a tutto gli uomini.
L’intelligenza no, ma non si può avere tutto, non crede?

P.S.
Da sempre spero nella nascita di uno Stato Palestinese e uno Israeliano, che convivano pacificamente.
Sono anche vicina all’Associazione Italia Israele. In questo momento lo trovo un dovere civile.
Così le do un altro motivo per attaccarmi.



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Pubblicato il 19 Settembre 2007
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