Sinti e musulmani scaldano il consiglio comunale
Discussioni fuori dall’aula, accordi all’ultimo minuto, mozioni, emendamenti e “autoemendamenti”: una lunga seduta ricca di colpi di scena in largo Camussi
Consiglio comunale a Gallarate fatto di discussioni fuori dall’aula, accordi all’ultimo minuto, mozioni, emendamenti e “autoemendamenti”. Una serata lunga (la conclusione all’una e mezza di notte) e ricca di colpi di scena.
Si comincia, come di consueto, dal question-time: il capogruppo leghista Matteo Ciampoli chiede quali provvedimenti la giunta attuerà per garantire il rispetto dei termini previsti per l’insediamento dei sinti al confine con Cavaria con Premezzo e per far sì che l’area un tempo occupata dai nomadi (in via De Magri) non sia rioccupata. Il sindaco Nicola Mucci conferma che l’accordo sottoscritto dalle parti impegna i nomadi a non allontanarsi dall’area assegnata e a lasciarla libera dal 30 giugno prossimo: «Se vuole glielo traduco anche in dialetto», ironizza Mucci di fronte all’ennesima conferma chiesta dalla Lega Nord. E così, mentre in aula si discute del bilancio e del decentramento del catasto, fuori iniziano le trattative sulla mozione leghista inserita come penultimo punto all’ordine del giorno.
Quando, un’ora dopo, Ciampoli interviene per presentare la mozione, il presidente del consiglio Donato Lozito prende subito posizione contro: «Mi duole sentire che la mozione non venga ritirata, la risposta nella question-time era esaustiva, riconosceva l’impegno dell’amministrazione comunale». Cinzia Colombo (PRC) si dichiara «scandalizzata da questa gestione di un consiglio comunale di maggioranza: il sindaco dice cose note, siamo in attesa di un ”autoemendamento” dopo ore di discussioni fuori dall’aula». D’altro canto la capogruppo del PRC dà atto alla giunta Mucci di esser stata «la prima ad aver affrontato la questione attuando un confronto anche con la comunità», anche mediante la positiva mediazione di una associazione di nomadi (Sucar Drom). Anche la Margherita con Angelo Senaldi riconosce che si tratta di una soluzione positiva, mentre qualche perplessità rimane nei DS, con Pierluigi Galli che chiede se non fosse stato il caso di approfondire la vicenda prima di agire. Pieno appoggio alla linea della giunta da Giuseppe De Bernardi Martignoni (AN) e Alberto Ramponi (FI), che non comprendono le perplessità della Lega: «L’accordo c’è: perché mettere il carro davanti ai buoi? Perché questa necessità di dover ribadire tutto di nuovo?».
L’intervento del sindaco rivendica con orgoglio il risultato ottenuto, la soluzione di una vicenda che «le amministrazioni hanno fatto finta di non vedere per 25 anni». Il primo cittadino rifila poi stoccate alla Lega e al gruppo dei DS: «Il consigliere Galli si arrampica sui vetri, chiedendo commissioni d’inchiesta: non vuole ammettere che anche lui era d’accordo con la soluzione da noi attuata», dice Mucci alzando la voce, mentre lo stesso Galli abbandona l’aula in segno di protesta. Di fronte alla Lega il sindaco risponde rivendicando la cultura di governo della città mostrata dalla maggioranza: «Quel che abbiamo fatto è ciò che doveva essere fatto per risolvere la questione». Ultima parola per Ciampoli, che accusa la maggioranza di «prendere i voti dal centro destra e di attuare politiche da centrosinistra», al punto che Mucci ha incassato un «riconoscimento da parte della sinistra che non ci aspettavamo».
Chiusa la pagina dei sinti, si apre la dibattuta questione del luogo di culto per la comunità islamica gallaratese. Altro colpo di scena: il gruppo Lega Nord chiede cinque minuti di pausa per rivedere la mozione, riprendono le consultazioni fuori dall’aula tra maggioranza e Carroccio. Quando, venti minuti dopo, si rientra in aula, l’accordo su questo tema è raggiunto: la mozione impegna sindaco e giunta “a negare la possibilità di utilizzare come luoghi di culto immobili e aree non compatibili, al fine di tutelare i cittadini da ulteriori disagi” e a far proseguire la vigilanza da parte della Polizia Locale. Come cappello, la frase “fatti salvi i diritti riconosciuti dalla legge”: «Con l’emendamento sono stati tolti gli elementi di vera e propria illegalità e le notizie false contenute nella precedente mozione – spiega Cinzia Colombo -. Comunque questi toni favoriscono comportamenti razzisti e alimentano la paura». «Nient’affatto, noi non abbiamo nulla contro gli islamici, saremo disponibili se loro rispetteranno la legge», contesta Ramponi, concordando di fatto con quanto sostenuto anche da Ciampoli, che ha parlato di una «comunità totalmente inaffidabile».
Una convergenza politica su cui riflette la sinistra: «Non a caso, con questo accordo, la Lega riceve un ringraziamento dalla maggioranza: la paura del diverso distoglie l’attenzione dai problemi reali, dai Piani Integrati d’Intervento e l’urbanistica alla 3SG con un direttore indagati e servizi criticati dagli utenti», conclude la Colombo. «Si voleva far tacere la parte dialogante della maggioranza: l’obiettivo politico era questo ed è stato perfettamente raggiunto», commenta Senaldi. Di parere opposto De Bernardi Martignoni: «Non ha vinto nessuno. Vince il dialogo, perdono integralismo e intransigenza».La community di VareseNews
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