Caserta: “Il volley femminile fa bene all’immagine”
Il presidente dell'Asystel Novara analizza la situazione del campionato di A1 e getta uno sguardo sulle Olimpiadi di Pechino. «La Yamamay puo' essere la sorpresa dell'anno»
«Ieri sera abbiamo perso? Peccato: ma avevamo diverse ragazze reduci dalla Coppa del Mondo. Avremo fatto felice il mio amico Michele Forte».
Ride comunque sotto i baffi nella redazione di VareseNews Antonio Caserta (nella foto), il presidente dell’Asystel, azienda leader nel campo dell’informatica ma pure patròn della società di Novara, da anni tra le più forti della pallavolo femminile. Proprio ieri (martedì) l’Asystel ha perso 3-1 in un’amichevole benefica giocata contro la Yamamay a Busto Arsizio e Caserta ha voluto scorrere le immagini della serata attraverso la galleria fotografica realizzata da Bruno Bordin per il sito www.volleybusto.com e pubblicata sulla nostra home page.
Presidente Caserta, si aspettava una concorrenza così forte da parte della Yamamay, al primo anno di A1?
«No, anche perchè molti addetti ai lavori pronosticavano per Busto un campionato in zona salvezza. Invece hanno una squadra giovane, giocano bene e possono davvero diventare una delle grandi protagoniste del torneo».
Sarà l’anno buono per la sua Asystel Novara?
«Direi di no, ma non per scaramanzia. Quest’estate abbiamo cambiato tanto, forse troppo; inoltre abbiamo avuto qualche infortunio pesante e certamente questa ennesima pausa per le Nazionali non ci ha favorito. Rischia addirittura di essere un anno di passione, altroché anno buono».
Ci dica allora qual è la favorita per lo scudetto. Molti indicano Bergamo.
«Io no, dico che questo sarà il campionato delle sorprese. L’Italia si è qualificata per Pechino ma le altre nazionali dovranno disputare altri tornei preolimpici. Diverse squadre, soprattutto quelle più forti, saranno penalizzate da assenze importanti, quindi vedo molte outsider in grado di salire ai piani alti. Magari il mio sarà anche un augurio proprio per la Yama, d’altra parte l’Asystel (nella foto Sara Anzanello schiaccia contro Nicoletta Luciani) da matricola arrivò alla finale scudetto. Chissà, magari ci ritroveremo proprio in finale».
L’Asystel però non vinse il tricolore.
«Appunto, il mio augurio a Michele Forte è quello di arrivare a giocare la finale contro di noi, non di vincerla!».
Che possibilità ha l’Italia femminile a Pechino?
«Spero vincano la medaglia d’oro perché c’è una persona che lo merita più di tutti: il commissario tecnico Barbolini. Un uomo che ha vinto l’impossibile senza mai uscire dalle righe, che esulta solo dopo aver ottenuto il successo. Il volley femminile non ha bisogno di cicale ma di formiche: Barbolini è un esempio da seguire».
A proposito della salute della pallavolo femminile, diverse grandi aziende stanno investendo su questo mondo. Ne vale la pena?
«Non c’è ritorno economico, però c’è un grande ritorno dal punto di vista dell’immagine. Credo sia questo il motivo che ha spinto alcuni marchi importanti a scendere sotto rete. Poi va detto che in questo senso i club subiscono un po’ di concorrenza da parte della Federazione: pensiamo solo agli sponsor della nazionale che sono colossi come Kinder ed Edison. Giusto che ci siano, ma forse serve un po’ di attenzione in più ai club».
Però lei ha anche detto addio al volley maschile dopo aver riportato in alto Milano.
«Diciamo che ho ceduto il testimone a Lapo Elkann, visto che è il nuovo presidente della formazione maschile di Milano. Non mi pento di aver rinunciato a questo impegno: prima di noi nel capoluogo lombardo il volley era sparito. Ora ce n’è anche troppo: l’Asystel Milano ha dovuto giocare una finale scudetto in casa nel palasport di… Piacenza. Vi sembra normale? Per cui addio, senza rimpianti. E viva le donne».
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