Consiglio comunale, avanti con prudenza

La coesione della maggioranza alla prova della riforma delle partecipate: per ora tutto tace, rinviati i punti non ancora definiti

Il consiglio comunale, riunitosi venerdì sera a Palazzo Gilardoni, assente il sindaco Farioli «per impegni improrogabili», ha recepito le prescrizioni per lo "snellimento" dei consigli d’amministrazione delle aziende partecipate dal Comune con conseguente modifica degli statuti. Si aprirà a breve la stagione delle nomine dei nuovi organismi dirigenziali, e c’è da giurare che con meno poltrone in palio la lotta si farà ancora più aspra. L’assemblea ha approvato le nuove disposizioni accompagnandole con alcuni emendamenti (ad esempio l’inserimento dell’amministratore delegato nel computo complessivo delle poltrone di ogni CdA, gradito alla Lega). Per ora non sembra probabile uno scenario di tipo varesino, con la maggioranza divisa in campi l’un contro l’altro armati, ma alcuni altri emendamenti, come quelli relativi alla pubblicazione dei curricula degli aspiranti dirigenti o al divieto di parentela fra amministratori di partecipate e consiglieri comunali, sono stati prudentemente rinviati alla prossima seduta, prevista per il 22 novembre.

Frattanto gioca sempre nel suo ruolo preferito Diego Cornacchia: il consigliere forzista, pur assente venerdì, si conferma battitore libero dicendosi pronto a presentare un esposto al prefetto in cui segnala come irregolare, a suo dire, la convocazione del consiglio comunale, e dunque come illegittime le delibere votate. Tesi che il consiglio ha respinto all’unanimità. Cornacchia pare non l’abbia presa benissimo: ma da tempo contesta con vigore, quasi vox clamans in deserto, la dequalificazione del ruolo dell’assemblea a favore della Giunta.

Si è discusso anche dal regolamento per i referendum comunali consultivi, presentato dal presidente Speroni. Per l’assente Porfidio, Corrado (PRC) ha presentato un emendamento che impedisce a sindaco e giunta di bloccare il referendum stesso a seguito di una delibera di consiglio in materia, a meno che questa non venga pienamente incontro ai proponenti della consultazione, come prevede lo Statuto comunale. Il quorum resta di un terzo degli elettori: i "referendari" (Voce della Città e sinistra) annunciano un possibile emendamento in vista dell’eventuale referendum sul progetto di piazza Vittorio Emanuele II, peraltro avversato da un ampio fronte bipartisan.

La maggioranza, anzi la Giunta, visto che se ne è fatto relatore l’assessore alla cultura Fantinati, ha poi proposto una mozione di indirizzo a sostegno della  Regione Lombardia, che contesta l’impugnazione da parte del Governo della legge regionale 19/2007 “Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione”. Mozione fatta discutere come urgente con voto a grande maggioranza del consiglio («mentre tante altre si rinviano per chissà quanti mesi» notava irritata Marta Tosi) e quindi approvata dalla maggioranza, ma non prima di interventi di segno contrario, soprattutto da sinistra, con la Tosi (gruppo misto) e Pecchini (Ulivo); voto contrario dalla minoranza, che non ha visto accolta una propria proposte di emendamento.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Novembre 2007
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