Fontana, aria di crisi. “Non mi dimetto ma…”

Vertice burrascoso con i consiglieri. An e Udc sono sempre più critici e con il sindaco è muro contro muro

“Io non mi dimetto, devono essere i partiti che mi danno contro a prendersi la responsabilità di mandare a casa una giunta che ha lavorato bene”. Parola di Attilio Fontana, il sindaco di Varese che ieri sera, in una infuocata riunione con i consiglieri del centrodestra, alla sede varesina della Lega, ha dovuto ancora una volta arrendersi all’evidenza: non c’è un accordo tra tutti i partiti sulla variazione di bilancio che stanzia 120mila euro per le iniziative del Natale.

La riunione di maggioranza con i consiglieri comunali è stata uno specchio dell’attuale situazione. Chi c’era racconta di rapporti personali deteriorati, urla, reciproci insulti, nervosismo alle stelle, e alla fine un muro contro muro che non ha trovato alcuna soluzione. La crisi è in vista: “Per quanto mi riguarda non so proprio che cosa succederà – spiega il sindaco – penso che possa accadere un po’ di tutto, sono molto perplesso di quanto sta accadendo, ma se qualcuno vuole che ce ne andiamo a casa esca allo scoperto”.

Ma lo scontro non è solo sui soldi per il natale, è più profondo e riguarda tutti i temi caldi della politica varesina, in primo luogo le municipalizzate (è in vista tra l’altro il dimezzamento delle poltrone nei cda per effetto della nuova legge tagliasprechi), e l’urbanistica (è in cantiere il nuovo piano del territorio e i progetti dei mondiali hanno sollevato polemiche a non finire), oltre al futuro delle grandi opere su cui sono programmati possibili investimenti per milioni di euro.
Una partita esplosiva, in una maggioranza che zoppica all’improvviso, nonostante la solidissima quantità di voti e consiglieri. E tutto, dicono a Palazzo Estense, per questioni “pretestuose di puro potere”.

Il più duro di tutti è il sindaco Fontana. An e Udc , ieri sera (lunedì)hanno ribadito le loro pozioni di contrarietà ai soldi per il natale varesino e di bisogno di maggiore collegialità sulle scelte del Pgt. L’Udc incalza: “Sindaco e vicesindaco sono fermi sulle loro posizioni – dice il capogruppo Ennio Imperatore – noi sulle nostre, e ce ne siamo andati a casa così”.

Sembra una riedizione della crisi di marzo, con i partiti minori che vogliono condizionare Lega e Forza Italia.  Fontana replica: “Ho ascoltato cose incredibili che non commento per non usare parole volgari”.

Giovedì, in consiglio, si potrebbe arrivare senza un accordo e la votazione potrebbe essere a ranghi sparsi. Fontana può contare sulla Lega (“Mi sono tutti fedeli”) e su Forza Italia (“a parole… mi sono tutti fedeli”). An, che ha nell’assessore Giordano il più critico contro Fontana ed Ermolli, sta per ora con l’Udc e chiede un cambio di rotta, nella cabina di comando.

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Pubblicato il 06 Novembre 2007
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