Accam e area delle Nord “piatti forti” in commissione ambiente

Progetto Botta da rivedere e adattare per l'area ex ferrovie Nord, per Accam audizione del presidente Cicero e del direttore Cominetta

Commissione ambiente e territorio con carne al fuoco mercoledì pomeriggio a Palazzo Gilardoni. Gli argomenti di giornata all’attenzione dei consiglieri-commissari, presieduti dal forzista Alessandro Chiesa, erano infatti Accam e l’area delle Nord. Per quest’ultima il vicesindaco Giampiero Reguzzoni ha mostrato le planimetrie delle opere già in cantiere nella zona circostante l’area vera e propria. Nelle scorse settimane è trapelata una mezza marcia indietro del Comune sul "piano Botta" per il ridisegno dell’area che sorge sull’ex tracciato a raso della linea Novara-Saronno. Il lavoro del celebre architetto ticinese Mario Botta sarebbe giudicato sì di alta qualità, ma anche di forte impatto sulle aree limitrofe, tanto da richiedere l’eventuale abbattimento di edifici attualmente esistenti, e pertanto poco praticabile. Per questo a palazzo Gilardoni si cercherà di dare "un’aggiustata" all’impostazione di Botta, con la realizzabilità materiale e i tempi come focus. «Di certo non lo buttiamo via» mette le mani avanti Reguzzoni: «ne recupereremo le peculiarità e l’impostazione, ma mirando a creare qualcosa da poter avviare in tempi accettabili».

Su Accam si è svolta un’audizione del presidente Paolo Cicero e del direttore Piergiorgio Cominetta, sulla base di un’interrogazione (da affrontare anche in consiglio comunale) del consigliere Carlo Fontana di Busto Civitas. Fontana ha voluto precisazioni e dati su una serie di questioni inerenti il rispetto della convenzione che regola i rapporti Accam-Busto. In particolare, si trattava di aggiornamenti su raccolta differenziata nei Comuni soci, stazioni di raccolta e compattatori, manutenzioni e interventi sugli impianti, trasparenza in materia di emissioni inquinanti. Luci e ombre nelle risposte di Cicero e Cominetta. La raccolta differenziata è a buon punto, con Comuni che hanno fatto progressi significativi, come Arsago Seprio, Gallarate, Nerviano; altri viceversa sono "maglie nere" relative ferme sul 35% circa, e tra queste figurano alcuni Comuni della valle Olona come Marnate, Olgiate, Fagnano. Sulla compattazione e trasporto dei rifiuti il problema esiste: Accam ha provveduto ad un puntuale studio sui flussi dei mezzi che trasportano rifiuti all’impianto. Secondo quanto riferito da Cicero e Cominetta, troppo spesso i mezzi viaggiano semivuoti (particolarmente nel caso dell’umido, raccolto con elevata frequenza) e senza compattare a dovere i rifiuti. In questo campo fanno bene Gallarate e Legnano, meno bene Busto dove ad Agesp, i cui mezzi lasciano talora a desiderare, arriva una tirata d’orecchie. Accam si sta comunque interessando della questione trasporto e dopo un incontro con le ex municipalizzate andato a monte ad ottobre, attende che le medesime si rifacciano vive. Quanto infine alle emissioni esse sono documentate sul sito di Accam; con interventi compiuti in due fasi alla fine del 2006 e nel giugno scorso per l’installazione del ricircolo fumi, riferisce Cominetta, si sarebbero ridotte del 30% le emissioni complessive, in particolare di NOx, gli ossidi di azoto.

Resta il problema che più angustia Fontana e i borsanesi: assicurarsi che Accam dal 2014 in avanti sia pronta a traslocare. Prospettive che il piano industriale, con il revamping o rinnovo impianti da ultimare nel luglio 2010, sembra allontanare; e che, rilevava Corrado (Rifondazione), richiederà per la successiva bonifica del sito ingenti somme che sarà bene accantonare già da ora. Senza contare la tremenda mina della nuova localizzazione dell’impianto, di cui al momento buono nessun Comune vorrà anche solo sentir parlare. Preoccupa, in tale chiave, anche l’ipotesi di trasporto di rifiuti via ferrovia con il previsto terminal intermodale di Sacconago che quest’inverno dovrebbe vedere i primi lavori.

Tutto questo in un quadro che secondo la relazione della Valutazione Ambientale Strategica del Piano provinciale rifiuti, datata settembre scorso, vede nella provincia di Varese (solo nella sua parte meridionale compresa nel bacino di smaltimento di Accam) i rifiuti prodotti tuttora in lieve aumento, a 419.882 tonnellate annue, pari 1,345 chili al giorno per residente. Non è poco. Cresce invece bene la raccolta differenziata, ad un confortante 53,8% complessivo.

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Pubblicato il 13 Dicembre 2007
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