Il papà degli acquedotti lascia sul più bello
Franco Taddei esce a sorpresa dall'autorità dell'acqua alla vigilia dei nuovi investimenti. Per lui un nuovo incarico di prestigio
Avremo 460 milioni di investimenti sull’acqua, due nuovi acquedotti contro la siccità, ma il grande progetto per salvare la Provincia dalla sete non porterà la firma di Franco Taddei. Il numero uno dell’autorità provinciale dell’acqua (Ato) ha infatti annunciato all’ultima assemblea dei sindaci che, dal primo gennaio, non ci sarà più lui a capo dell’autorithy. Una fine mandato clamorosa, che nemmeno i sindaci riuniti in assemblea una settimana fa avevano preventivato e che potrebbe suscitare una richiesta di spiegazioni da parte del comitato ristretto dell’Ato, formato da alcuni comuni in rappresentanza dei 142 totali.
Che cosa è successo? Che cosa cambia? Perché Taddei (foto), l’ex assessore di Forza Italia a Varese, che lavora da anni al nuovo piano d’ambito, lascia proprio sul più bello, e cioè a tre mesi esatti dall’approvazione degli investimenti per l’ammodernamento dell’intera rete? E’ quello che si chiedono i sindaci che a gennaio faranno le osservazioni al piano, e che hanno litigato per un anno e mezzo, prima di arrivare a una svolta che mettesse da parte tutte le preoccupazioni di un “esproprio” degli acquedotti comunali da parte di una autorità provinciale di recente costituzione (Autorità che sulla carta, ricordiamolo, grazie alle economie di scala, garantisce maggiori investimenti, e maggiore efficienza).
Taddei è in scadenza di mandato, e la decisione di confermare o meno il suo incarico spetta al presidente della Provincia, ma secondo quanto è trapelato durante l’assemblea, il direttore dell’Ato sarà destinato ad altri incarichi a livello provinciale. Le indiscrezioni gli attribuiscono la direzione di una nuova iniziativa di Villa Recalcati, «l’agenzia per lo sviluppo del territorio», un soggetto che esiste già in altre zone e che fa, tra l’altro, da collettore di fondi europei per difendere lo sviluppo di impresa, i marchi, le specialità locali, l’arrivo di internet nelle valli, la difesa dell’industria locale, il marketing territoriale, operando da regista tra i vari enti coinvolti.
Il ruolo di direttore delle segreteria tecnica dell’Ato potrebbe adesso passare da un politico a un tecnico; si preannuncia dunque la possibilità che un dirigente di Villa Recalcati, magari prendendosi un’aspettativa, possa essere “promosso” dalla Provincia alla carica di direttore dell’autorità, il che rafforzerebbe il ruolo di fiducia con la Presidenza della provincia, che è l’ente istituzionalmente preposto al coordinamento dell’autorità dell’acqua.
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