Paesi interi in rivolta contro i navigatori satellitari
La protesta arriva da un nutrito numero di piccoli centri della campagna inglese uniti per combattere l'aumento del traffico sulle strade secondarie segnalate dalle mappe gps
Paesi interi in rivolta contro i navigatori satellitari. La protesta arriva dall’Inghilterra, dove un nutrito numero di piccoli centri della campagna inglese si sono uniti per combattere l’aumento del traffico sulle strade secondarie spesso segnalate dai navigatori che si appoggiano al sistema gps come scorciatoie. I tir sono quelli che colgono al volo le occasioni proposte dai satellitari, ma le piccole stradine dei comuni minori non sono esattamente i luoghi migliori dove condurre un autoarticolato e così si verificano blocchi su blocchi: lo scorso mese, ad esempio, un camion slovacco con un carico di 22 tonnellate di carta è rimasto incastrato nel centro di Mereworth, nel Kent e ci sono voluti due giorni per liberare la carreggiata. Cancellarsi dalle mappe però non è semplice né automatico: le mappe digitali fanno la “foto” della realtà, segnalare se una strada è accessibile o meno ai mezzi di grandi dimensioni è quindi compito delle autorità locali, che devono produrre la segnaletica necessaria: altezza e peso poi potranno essere inserite nelle mappe digitali. Che anche i nostri amministratori locali chiedano di essere cancellati per non incorrere in blocchi delle circolazione difficili da risolvere?
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