Fenomeno Padre Pio
Dal libro di Sergio Luzzatto alle immaginette sui camion. E si scopre che il Varesotto ospitò la prima mostra fotografica sul santo da Petrelcina
Un libro che ha riempito i rotocalchi radio e addirittura i salotti televisivi di Bruno Vespa. Un’immagine che si trova dalle sacrestie delle chiese ai parabrezza dei camionisti, a volte sotto forma di statuetta che accompagna i rosari legati agli specchietti. Tutti gli elementi hanno in comune uno sguardo, una barba, una tunica e delle mani perennemente fasciate. Padre Pio è un fenomeno. Non solo per la credenza cattolica, – un processo che grazie a Giovanni Paolo II lo ha reso santo – , ma come “personaggio”, o meglio, come “figura guida” per milioni di persone. C’è addirittura una televisione via satellite, che parla 24 ore su 24 del santo dalle mani bendate; e delle piaghe tanto nascoste e discusse si parla in una biografia di Sergio Luzzatto, un caso editoriale capace di cambiare e riempire i palinsesti televisivi. A partire dall’emblematica data della loro apparizione, il 20 settembre (vedi Porta Pia) del 1918, segno metaforico, ma poi neppure troppo, delle piaghe della guerra che riportò nelle case di tanti contadini italiani migliaia di mutilati, le stimmate hanno riempito le preghiere degli italiani.
Da qui un crescendo di importanza che Rese Francesco Forgione – nome del santo – in Padre Pio. Una venerazione senza quartiere; milioni di fedeli che ogni anno si muovono verso la Puglia e che arrivano da tutto il mondo. Un interesse che non risparmia neppure il Varesotto: prova ne sono i viaggi in programma per la venerazione della salma del santo, che avverranno in aprile, ma curiosando qua e là si “scopre” infatti che la provincia ospitò per la prima volta in Italia un’importante mostra fotografica dedicata al santo da Petrelcina. Era infatti il 2001 quando proprio a Gallarate venne presentata una mostra inedita realizzata dal fotografo Elia Stellato.
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