La riforma del consiglio comunale
Riflessioni del consigliere Berteotti (Ulivo-PD) sul nuovo regolamento dell'assemblea, i suoi effetti e gli elementi ancora da concretizzare
Riceviamo e pubblichiamo
Nelle ultime settimane ha cominciato a rendersi concreta quella che possiamo definire la “riforma del Consiglio Comunale”, che il Consiglio ha ipotizzato e disegnato lo scorso anno.
Con l’approvazione del nuovo Regolamento di Funzionamento del Consiglio, infatti, sono state inserite alcune novità di rilievo per quanto riguarda la pubblicità delle sedute e la distribuzione dell’ordine del giorno.
Ha fatto la sua comparsa la parola “Internet”, e questo strumento verrà utilizzato per pubblicare i registri delle proposte di deliberazione, delle mozioni e delle interrogazioni a risposta scritta, prima inesistenti o consultabili solo presso gli uffici.
Con questo passo si rendono disponibili a tutti i cittadini elementi concreti di valutazione dell’azione di sindacato dei consiglieri, assicurando anche massima trasparenza almeno per quanto riguarda i tempi di attraversamento della macchina comunale.
Un’altra novità di cui i consiglieri hanno potuto prendere contatto e, credo, con piena soddisfazione, è la Rassegna Stampa on-line, che permette a tutti noi di poter cogliere, attraverso una catalogazione attenta e molto curata delle notizie, vari aspetti della vita sociale, politica, imprenditoriale della città e degli interessi diffusi che in essa convergono.
Uno strumento di lavoro efficace per cogliere, da parte degli addetti ai lavori, le cronache e le opinioni di cui poi la città si accultura, anche quando situazioni di lontananza per lavoro o vacanza non permetterebbero l’accesso diretto a queste notizie.
Oltre a queste novità, già da tempo riceviamo i verbali dei consigli comunali su CD, e come abbiamo potuto verificare con gli uffici, è in atto una ristrutturazione dei documenti che, dal punto di vista tecnico renderà più facile ed economica la gestione delle informazioni, mentre da quello della fruibilità, permetterà in modo più semplice di gestire e classificare gli stessi documenti.
Eppure questi che sembrano essere grosse evoluzioni rispetto al recente passato, non sono che i primi passi verso una vera ristrutturazione dell’organizzazione consiliare. Rispetto a quanto deliberato lo scorso anno con la nostra proposta di lavoro, mancano ancora molte cose essenziali.
Tra queste: migliorare la qualità visiva e sonora delle sedute di consiglio, attraverso nuovi sistemi di proiezione e di diffusione del sonoro in sala; realizzare la connessione web per tutti i consiglieri in aula, così da poter consultare tutti gli atti che ora sono a disposizione in Internet direttamente durante la seduta ed evitare di girare con pacchi di carta sottobraccio; mettere postazioni video a tutti membri della Giunta ed ai consiglieri che permettano di seguire le fasi di voto o di modifica di testi senza dover tutte le volte rallentare i lavori per fotocopiare istanze dell’ultimo minuto, quasi sempre scritte a mano, difficilmente leggibili e che richiedono la distribuzione manuale da parte degli addetti in sala.
E molto altro ancora, che favorirà certamente lo svolgersi dei lavori del Consiglio, la trasparenza istituzionale, la chiarezza delle decisioni e la partecipazione del pubblico.
Non è una spesa voluttuaria né un vano investimento, è invece da subito un notevole risparmio nelle spese consiliari ed accessorie, ma, ancora più importante, è l’avvicinamento alla società reale e creare i presupposti perché i consiglieri che ci seguiranno nelle prossime legislature possano guardare al nostro lavoro come preparatorio di una vera e più moderna democrazia partecipativa.
Ora però attendiamo che il Sindaco e la Giunta rendano operative quelle forme di comunicazione pubblica che erano state dichiarate in sede di bilancio preventivo 2007: dovevano infatti essere assicurati alle minoranze spazi sulla stampa e sulle trasmissioni televisive locali.
Nulla è stato fatto. Anche questa è una scelta politica, ma non democratica.
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