Stabio, spunta una seconda discarica. Gli ambientalisti: “Pericolo per la falda”

Secondo un quotidiano ticinese vicino Stabio è presente un secondo sito di stoccaggio contenente idrocarburi e altre sostanze nocive

Mentre l’attenzione del Paese si rivolge all’allarme rifiuti della Campania, a due passi da casa nostra, per giunta in Svizzera, viene lanciato un altro allarme ecologico. Secondo alcuni articoli comparsi sul Corriere del Ticino, oltre alla discarica di Stabio gli ambientalisti l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali ed ambiente) segnalano la presenza di una seconda e ben più pericolosa discarica sempre al confine con l’Italia. Si tratta della discarica di Miranco che in un trafiletto apparso oggi 22 gennaio sul quotidiano svizzero viene descritta come ricca di materiali nocivi per la salute quali idrocarburi e altri materiali inquinati. A quanto dice l’autore dell’articolo questa "verrà risanata presto e attualmente è sotto stretto controllo delle autorità elvetiche ma l’Aidaa torna alla carica dopo l’esposto presentato in procura a Varese per disastro ambientale per l’amianto presente in quella di Stabio".

 «La  notizia conferma quanto la nostra associazione va sostenendo – spiega Lorenzo Croce di Aidaa – che occorre una seria analisi del sottosuolo e delle falde freatiche sia di qua che di là dal confine proprio per verificare la qualità e la quantità degli inquinanti che possono essere penetrati nel terreno e quali sono le conseguenze per la salute dei cittadini ma anche per l’ambiente non solo "della manciata di abitanti del Giaggiolo" ma di tutto il comprensorio di confine.  La presenza di questa seconda discarica di idrocarburi e non ben identificate sostanze inquinanti ci impone di chiedere in maniera ancora più pressante le analisi del suolo e del sottosuolo ad Arpa e Asl di Varese, ma ci conferma anche nella nostra convizione per la quale è indispensabile un controllo totale ed approfondito del materiale stoccato e delle penetrazioni degli inquinanti nel terreno a partire dalla discarica di Cà del Boscatt».

Secondo Croce deve essere effettuato da una commissione internazionale indipendente: « La situazione è tutt’altro che confusa – continua Croce –  noi abbiamo  ben chiaro gli obiettivi sui quali lavoreremo nei prossimi giorni e sono quelli innanzitutto della tutela della salute dei cittadini di Giaggiolo ma anche quello della salvaguardia dell’ambiente, argomento di cui parleremo nell’incontro di giovedì con il console svizzero a Milano».

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Pubblicato il 22 Gennaio 2008
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