Altri due strozzini “pizzicati” dalla Guardia di Finanza
Tassi usurai enormi, in alcuni casi fino al 360 per cento annuo: chiusura dell'indagine con cinque arresti complessivi. 800 mila euro l’ammontare complessivo dell'usura
Tassi usurai enormi, in alcuni casi fino al 360 per cento annuo. In due sono finiti in manette, pizzicati dalla Guardia di Finanza di Gallarate: dodici i piccoli imprenditori finiti nella rete di usura. L’inchiesta portata a termine dagli uomini delle fiamme gialle coordinati dal pm della procura di Busto Arsizio Giulia Pantano. Gli arresti sono stati ordinati dal gip del tribunale di Busto Arsizio Chiara Venturi.
Già nei mesi scorsi, ad ottobre, in tre erano finiti in manette perché avevano strozzato una ventina di persone per un totale di 700 mila euro. Le indagini sono andate avanti e sono state individuate altre vittime e relativi strozzini. Gli imprenditori in difficoltà sono tutti residenti nelle province di Varese e Milano: si erano rivolti agli indagati per un prestito di denaro e avevano emesso assegni a garanzia del prestito richiesto. Il compito degli investigatori è consistito soprattutto nel rompere la pressione psicologica alla quale le vittime degli usurai erano sottoposti per far comprendere loro quanto, quei soggetti che volevano mostrarsi come benefattori pronti ad aiutare persone in difficoltà economica, erano proprio gli stessi che li avevano condotti in uno stato di ulteriore precarietà.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire il sistema utilizzato dagli indagati, marito e moglie residenti a Solbiate Arno, che garantiva loro un interesse usuraio, patito dalle vittime, che, in alcuni casi, arrivava fino al 360% annuo. L’intera operazione iniziata poco più di un anno fa ha dunque portato all’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti tutti residenti nella provincia di Varese per reati di usura, ricettazione ed esercizio abusivo dell’attività creditizia e la denuncia a piede libero di una persona per riciclaggio. I militari hanno anche eseguito il sequestro preventivo di assegni ed effetti cambiari per 250 mila euro e di quattro conti correnti bancari con movimentazioni di denaro pari a 420 mila euro. Accertato anche l’ammontare complessivo di prestiti con tassi usurai erogati: circa 800 mila euro.
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