Bosto in festa con l’olio di Sant’Imerio
Con il ricavato della vendita dell'annata 2007 si costruirà un pozzo a Hosanna in Etiopia
«Si sono messi di traverso la siccità e la mosca dell’ulivo – spiegano Don Pietro Giola parroco di Bosto in Varese e Enrico Marocchi l’organizzatore degli olivicoltori varesini – ma l’obiettivo sarà sicuramente raggiunto anche nel 2008». Questa volta, con il ricavato della vendita dell’annata 2007 dell’olio di Sant’Imerio, si procederà alla costruzione di un pozzo a Hosanna, sull’altopiano di Etiopia in Africa, per un orfanotrofio che ospita e educa 1000 bambini. Anche la Coldiretti guarda tranquilla al futuro della olivicoltura varesina perché per prevenire i danni causati dai parassiti delle olive scenderà in campo da quest’anno il Consorzio Agrario di Varese mettendosi al fianco di tutti i coltivatori di olive.
La festa dell’olio varesino di S.Imerio è in programma domani, domenica 3 febbraio, nella parrocchia di Bosto. Protagonisti saranno i bambini che, accogliendo l’invito del parroco Don Pietro, si sono impegnati in un disegno sull’olio di S.Imerio. «L’olio dei bambini di Varese per l’acqua di bambini di Hosanna» sintetizza Don Pietro, che vuole dare il vero significato religioso e culturale alla raccolta 2007 dell’olio di lago varesino.
Grazie a quanto raccolto finora il villaggio di Vijayawada, in una regione povera dell’India del Sud, è stato ricostruito dopo lo tsunami, i sopravvissuti hanno ritrovato una casa e i pescatori sono tornati al lavoro con barche e reti.
Anche la costruzione dell’orfanatrofio a Kampala in Uganda è giunta a conclusione e gli studi di teologia di un seminarista ugandese proseguono con profitto.
Nel 2008 tocca al pozzo dell’orfanotrofio di Hosanna in Etiopia vedere la luce dalla sua profondità: il parroco di Bosto Don Pietro Giola e tutti i suoi collaboratori, a cominciar dagli artigiani del presidente ACAI Enrico Marocchi, sono certi di riuscire a raccogliere i 15.000 Euro necessari per la sua costruzione.
Poi si ricomincia subito, con lo sguardo al futuro; ma se dal lato della intraprendenza e del coraggio cristiano e umanitario ogni iniziativa è giunta al pieno successo, da quello agricolo della prospettiva della coltivazione dell’olio di lago varesino la situazione va considerata con molta attenzione.
«Intorno ai laghi varesini e sulla costa fiorita del Lago Maggiore le condizioni climatiche si sono rivelate idonee alla coltivazione dell’ulivo – ha commentato Ignazio Bonacina della Coldiretti – in questa direzione avevamo intravisto la potenzialità della crescita di un nuovo prodotto tipico – l’olio di lago di Varese denominato olio di S.Imerio – assai prestigioso e quindi di alto rilievo per l’economia agricola e turistica e di grande immagine per la città e la provincia di Varese».
Le bizzarrie climatiche del 2007, il caldo, le piogge e i frequenti sbalzi di temperatura lungo l’intero arco temporale della coltivazione hanno però causato una forte esposizione della pianta dell’ulivo al violento attacco dei suoi principali parassiti – la mosca dell’ulivo (bactroceza olea) e l’occhio di pavone (spilocaea oleagina) – che hanno diminuito la produzione della pianta.
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