«Cina, il gigante non è così compatto»
Quasi cento persone hanno partecipato all’incontro in biblioteca con la giornalista Renata Pisu, intervistata dal tradatese Fernando Mezzetti
«Cina, il gigante non è così compatto». Renata Pisu, giornalista e inviata in Cina per diverse testate giornalistiche, ha incantato le oltre cento persone che accorse giovedì sera in biblioteca a Tradate per assistere alla presentazione del libro “Cina, drago rampante” (ed. Sperling & Kupfer). Ad intervistare l’autrice, un altro giornalista esperto del mondo orientale, Fernando Mezzetti. Due ore di incontro in cui si è affrontato “il dragone” sotto diversi aspetti, dal progresso alle campagne, dalla tecnologia ai forconi, dalla regime al suicidio ideologico dello stesso, come definito dallo stesso Mezzetti.
«La Cina che noi vediamo, tutta business e competitività è un immagine – ha spiegato la Pisu -. Perché non si frequentano altri ambiti, ma non sono tutti così i cinesi, l’immagine che noi abbiamo che scelgono loro di far vedere al mondo. C’è anche il mondo dell’arte che si sta ingrandendo, c’è tutto un patrimonio che deve essere ancora scoperto. Basti pensare che i primi scavi archeologici risalgono a 40 anni fa. Hanno tutta un’identità storica ancora da scoprire».
Mezzetti ha poi incalzato la Pisu anche ad analizzare la Cina dal punto di vista economico, sottolineando l’evoluzione compiuta negli ultimi anni, dagli anni ’90, in cui i cinesi hanno saltato interi passaggi economici che l’Europa ha vissuto: «È vero – ha proseguito la Pisu -, ma si deve considerare anche le numerose contraddizioni interne alla Cina, gli ostacoli sono tantissimi, come dimostrano i problemi emersi in questi giorni con il maltempo che ha paralizzato l’intera nazione. Oppure i diritti umani non rispettati. Probabilmente se ci fossero salari più decenti, anche i prodotti non costerebbero così poco. Ma alla fine noi e loro siamo nella stessa barca. Non vedo la grande minaccia che di paventa in occidente, si deve arrivare a livelli comuni come rispetto dei diritti, noi dobbiamo imparare a rispettarli di più, loro a rispettarli».
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