I gay non sono un problema per nessuna città
Lo sfogo di un lettore di Busto Arsizio sulla festa degli omosessuali al Museo del Tessile
Egregio direttore Varesenews,
leggere in questi giorni le reazioni alla festa gay che si terrà (forse)presso una sala del Museo del Tessile a Busto Arsizio mi ha indignato e innervosito non solo per le grandi fesserie che sono state scritte, non solo per le critiche assurde da piccola provincia che sono state elevate, ma soprattutto mi ha letteralmente sconvolto l’immensa ignoranza e l’assoluta mancanza di conoscenza che impera, tra la gente "comune", attorno al mondo gay.
È facile emettere sentenze, scagliare pietre e sputare fango sopra delle persone che nemmeno si conoscono. E’ facile criticare e farsi un’opinione solo sulla base di sfilate bizzarre e carnevalesche che di tanto in tanto si possono osservare alla TV (vedi Gay Pride vari) e che danno l’idea che i gay siano solo dei viziosi, stupidi, checche e pervertiti che non abbiano null’altro da fare nella vita che pensare a denudarsi, mostrarsi, rendersi ridicoli e farsi "sfottere" da tutti così gratuitamente.
Io sono gay. Io non ho nulla da spartire col mondo malato e perverso che voi, NORMALI, descrivete.
Se tutti voi sapeste le pene dell’inferno che la maggior parte di noi ha dovuto affrontare nella vita. Se la maggior parte di voi sapesse quanto è difficile provare dei sentimenti e "istinti" che vanno contro ciò che la società moderna "decide" che è normale, senza poter lottare o fare nulla per cambiare le cose, perchè l’attrazione che provi per una persona del tuo stesso sesso non è una scelta, non è un divertimento di un’ora, ma un istinto che senti nascere dentro di te contro al quale non puoi andare. Un istinto che è
radicato dentro di te, innato, fin da piccolo capisci che sei "diverso".
Signori, vi posso assicurare che di gay ce ne sono tanti, ma davvero tanti a Busto come a Milano come in tutto il mondo. Tanti di loro vivono la propria vita nascosti dietro a matrimoni di facciata, per adeguarsi alle convenzioni sociali, politiche e religiose; tanti di loro vivono in solitudine alla disperata ricerca di un equilibrio fisico e psichico. Tanti di loro vivono una
vita normale, senza che la persone vicine (padre, madre, fratello, sorella, amico, collega di lavoro, prete ecc) sappiano nulla. Tutti loro, signori, provano sentimenti e sensazioni che sono comuni a tutti gli esseri umani. Tutti
loro soffrono, lottano, combattono, vivono, studiano e soprattutto AMANO, si signori amano come tutti VOI…
Nessuno si preoccupa del fatto che certe esternazioni rimarcano in maniera sconcertante che l’odio e il razzismo per chi non si conosce è troppo radicato nelle menti di tanta gente comune. Ho letto troppe stupidaggini: "offesa alla città", "immagine compromessa della città", "festa lontana dalle tradizioni". Allora che immagine dovrebbero avere di sè città come Milano o San Francisco? Non mi sembra che siano così compromesse. Pensiamo a restituire a Busto la dignità e la grandezza che oramai ha solo sulla carta. Busto è una città che muore, lentamente ma muore, nessuno fa nulla per renderla più bella e più vivibile. Questi sono i veri problemi della città, che balza agli "onori" delle cronache per fatti ben più sconcertanti e disorientanti quali, solo per citarne uno, "Le Bestie di Satana"… se a Busto ci sarà una festa gay non fregherà a nessuno, ma l’immagine di una carneficina nel nome del diavolo se la ricordano tutti…
Io sono gay. Ma non parteciperò a questa festa perchè IO non amo mettere in mostra i miei sentimenti, che vivo tranquillamente tra le mura di casa mia. Ma se c’è gente che vuole partecipare e vuole vivere UNA SOLA serata la propria dimensione, che gli sia permesso di farlo.Io sono gay. La mia vita è assolutamente normale, uguale a tutte le vostre vite.
Io sono gay. Io amo una persona che con me condivide le gioie e i dolori della vita quotidiana (come fate tutti voi). Ho una famiglia che mi ama altrettanto, una casa di cui occuparmi, un lavoro che mi rende felice.
Io sono gay. E sono stufo di queste chiacchere da medioevo che arrivano da persone che il mondo gay pensano di conoscerlo, ma in realtà non sanno nemmeno cosa sia.
Uno dei tanti GAY di Busto Arsizio"
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